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Italiana.doc "Giornaliero di città e di passanti" di Mauro SantiniIl cinema delle originidi Valentina D’amelio Il regista si nasconde dietro ad una finestra e spia lo scorrere del mondo, trascinandoci in un allucinato voyeurismo. Marsiglia, Lisbona, Madrid: le città cambiano, ma la vita sembra essere cadenzata ovunque dallo stesso ritmo.
Ai limiti del documentario, questo film rappresenta l’esigenza di trattenere su pellicola attimi di vita destinati a scomparire senza essere guardati da nessuno. E’ un ritorno al cinema dei fratelli Lumières, ad un cinema che fugge dalla struttura narrativa e si concentra sulla realtà colta mentre accade, in un continuum temporale che dimentica ogni regola di montaggio. Un barbone, una coppia che discute, alcuni ragazzi che camminano per strada, una coppia di turisti al bar, un uomo solo all’ombra di un albero: poco a poco l’obiettivo perde la timidezza iniziale e comincia ad attuare una vera e propria invasione nella privacy altrui. D’altronde, il regista cita una significativa frase di André Bazin che chiarisce le sue intenzioni: “L’immagine conta prima di tutto non per ciò che essa aggiunge alla realtà ma per ciò che ne rivela”. Pur comprendendo il fine del regista, avvezzo alla sperimentazione, è evidente la difficoltà per lo spettatore di mantenere desta l’attenzione durante l’intero film: l’eccessiva durata rischia di far perdere incisività al discorso filmico trasformandolo in un esercizio stilistico fine a se stesso, non aperto alle esigenze dello spettatore, arrivando alla paradossale conseguenza di negare se stesso negando in primo luogo la presenza di un pubblico. 2008, Italia DVcam, 58’, col. regia, soggetto, fotografia, montaggio, suono, produttore/ director, story, cinematography, film editing, sound, producer Mauro Santini
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