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Giornata Mondiale della PoesiaLa giornata della Poesiadi Saverio Simi De Burgis L’associazione veneziana Poesia 2 ottobre, sotto l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica Italiana, ha promosso, in collaborazione con l’Istituto di Scienze dell’Uomo di Rimini, la XX GIORNATA MONDIALE DELLA POESIA quest’anno dedicata alla poesia indiana.
La manifestazione si è svolta con i Patrocini della Provincia e del Comune di Venezia, e di Nuovi Orizzonti Europa e Centre d’Information et d’Études sur les Migrationes Internationales (CIEMI) di Parigi e ha avuto luogo presso la Sala degli Archi di Rimini, sede concessa per l’occasione all’Istituto di Scienze dell’Uomo, istituto universitario riminese diretto da Giovanni Ceccarelli, con master in studi orientali e comparativi, dove insegnano docenti provenienti da varie università italiane, in particolare da Napoli, Bologna, Urbino, Genova, Siena, ma anche da Padova, come nel caso di Giangiorgio Pasqualotto. La giornata di riflessione sulla poesia, quest’anno dedicata alla fondamentale tradizione indiana, si è tenuta nella consueta ricorrenza del 2 ottobre, festa degli angeli custodi, emblematicamente eletti quali numi tutelari della poesia di ogni tempo e luogo cui tende per finalità promozionali l’associazione veneziana alla sua ventesima edizione. Il ricco programma ha scandito l’evento in due momenti essenziali. Nella prima parte hanno preso rispettivamente la parola, il presidente del sodalizio lagunare che nella prolusione ha riassunto le precedenti manifestazioni dedicate alla poesia araba in collaborazione con la Facoltà di Lingue Orientali di Ca’ Foscari, Inuit organizzata assieme all’Istituto Geografico Polare “Silvio Zavatti” di Fermo e con la partecipazione dell’esploratore francese Jean Malaurie, del sud mediterraneo, armena con Antonia Arslan, finlandese, ladina, romena, ungherese, austriaca, dell’area Mitteleuropea, e a degni rappresentanti della poesia quali, nel 1993, David Maria Turoldo che vide la partecipazione del compianto direttore de "Il Gazzettino" Giorgio Lago presso la sede dell’Unesco di piazza San Marco a Venezia, e Mario Luzi, già presidente onorario di "Poesia-2 ottobre", presso il Gabinetto Viesseux di Firenze. Subito dopo l’intervento del presidente Domenico Simi de Burgis che ha ulteriormente ribadito gli scopi di tali iniziative al di fuori delle usuali kermesse letterarie e artistiche ormai stancamente proliferanti nel vigente sistema dell’industria culturale globalizzata, ha preso la parola Grazia Marchianò che con una magistrale lezione, da specialista quale è nel settore degli studi di orientalistica, si è addentrata nell’antica tradizione vedica. Grazia Marchianò si è soffermata sui primi quattro Veda – appena accennando al quinto sul cui carattere iniziatico ha maggiormente rivolto l’attenzione il successivo relatore – e in particolare il suo intervento è entrato nel merito del pregnante significato della poesia arcaica indiana, prima, cioè, che diventasse testo scritto. A grandi linee la studiosa ha delineato un preciso rimando all’archetipo poetico che in primis è suono, voce e quindi Parola, in sanscrito Vac, alla quale in origine si dava rilevanza di Divinità, e per tali ragioni è naturalmente intuitiva e assume qualità veggenti. Su questa linea ha poi continuato Gianluca Magi, docente di Filosofia Indiana e direttore didattico dell’Istituto di Scienze dell’Uomo, sottolineando la valenza sacra, prevalentemente devozionale e basata su una corretta interpretazione dell’idea di sacrificio, elementi caratterizzanti la poesia indiana che non indugia, come noiosamente si è sedimentato nella poesia occidentale, su esternazioni emotive di lamentosa impronta soggettiva, ma trae spunto dall’infinito sentimento provato nei confronti della Divinità collocandosi in stretto rapporto di continuo stupore e conseguente acquisizione di coscienza, percepita dalla mente che s’inchina al cuore, nei confronti della bellezza riscontrabile a diretto contatto con le meraviglie del cosmo, della natura, delle cose, delle persone e degli animali. E’ la stessa Divinità che fa parlare il Poeta e ciò costituisce già in sé il valore di ciò che Magi ha definito la Poesia Bianca, la poesia utile in contrapposizione a quella nera, poesia inutile, che caratterizza il degenerato periodo ancora in atto del Kali Yuga appunto, oggi diramato più o meno dappertutto, India compresa, periodo nero in cui prolifera uno sterile e insignificante protagonismo che miseramente connota la “spettacolare” e avvilente fiera delle vanità. Magi ha inoltre sottolineato la componente magica, esoterica e naturalmente alchemica della tradizione poetica indiana originaria che si colloca di per sé al di fuori della “nostra” più usuale concezione del tempo, legata a troppi luoghi comuni che ne sviliscono ogni più necessaria interpretazione cognitiva. Dopo una pausa in cui gli invitati hanno avuto modo di gustare degli squisiti cibi indiani cucinati per l’occasione, alle 21 è iniziata la seconda parte della giornata, presso il palazzo del Podestà di Rimini, con un reading di poesie indiane di varie epoche interpretate dall’ottima Maria Costantini, cui ha fatto seguito un concerto di musica classica, ovviamente indiana, eseguita dagli eccezionali e instancabili Diego Tettamanti al sitar e Fabio Chiari ai tabla, entrambi della Saraswati House di Assisi. Istituto di Scienze dell’Uomo: Via Luigi Tonini, 5 47900 Rimini – Tel/Fax 0541/50555, http://www.isurimini.org/ Associazione Poesia – 2 ottobre via M. Polo, 3/c 30126 Venezia-Lido, tel. 041/5260550 www.volontariato.altervista.org
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