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Giovanni Baglioni: la musica nel sangueLa chitarra acustica tra passione e artedi Michela Tosato Martedì 20 maggio il Centro Culturale Candiani ha accolto l’incredibile talento di Giovanni Baglioni, che affascina e incontra sempre più consensi da un pubblico eterogeneo.
Giovanni si presenta in modo semplice e diretto all’Adutorium del Centro Culturale Candiani di Mestre e in un attimo stupisce chi non conosce la sua musica e crea piacevoli certezze per il pubblico che lo segue con affetto. Il figlio d’arte, che nulla ha che fare con la carriera del padre, si conferma uno dei più talentuosi chitarristi italiani, che non ha bisogno di “utilizzare” la fama del padre Claudio per proseguire con successo il suo percorso artistico. Due chitarre, un mixer che regola da solo e una tecnica straordinaria. Questa è la formula dello spettacolo, che fa della musica e del talento di Giovanni i principali protagonisti. La scaletta propone brani dei più grandi artisti che propongono la tecnica della chitarra acustica a percussione a brani creati dallo stesso Baglioni, intervallati da una introduzione che talvolta aiuta alla comprensione del brano e altre volte permette di capire e leggere l’animo di un artista giovane che fa della passione per la musica la ragione stessa della sua esistenza. Belle le esecuzioni di Fusions di Eric Mongrain e di Knock on wood di Justin King, eccezionale l’interpretazione di Airtap! di Mongrain. I brani di composizione di Giovanni restano comunque la parte più interessante dello spettacolo: di notevole spessore artistico, musicalmente e ritmicamente ben costruiti, con spunti e sfumatore sempre diverse, che fanno apparire la produzione del giovane Baglioni davvero promettente. Bellissimo il brano Pino dedicato al suo maestro e amico Pino Forastiere; affascinante Anima meccanica che porta in musica la teatralità della vita di immaginari omini che animano gli orologi delle piazze; fresca e piacevole Get Up che descrive lo spirito di una giornata vissuta in maniera particolarmente grintosa e positiva; sentimentale e struggente Quando cade una stella composta per rendere indelebile il momento di un faticoso addio; intensa e coinvolgente L’insonne che, composta in notturna, presenta il fascino che la notte esercita su ciascuno di noi. Giovanni sa affrontare in modo molto maturo il pubblico, lanciandosi in racconti, aneddoti e interazioni con gli spettatori più calorosi. Ma la cosa che più colpisce è la straordinaria intensità del rapporto che Baglioni ha con la musica in genere e con la sua chitarra in special modo. Per tutta la durata dello spettacolo, infatti, Giovanni chiude gli occhi, sorride, canticchia, balla, accarezza e colpisce la chitarra con un trasporto incredibile, fondendo completamente la sua anima con la musica che regala al pubblico. Giovanni, nonostante la giovane età (26 anni appena compiuti), dimostra di essere un musicista davvero completo capace di donare e trasmettere molto al pubblico, senza dover utilizzare la fama del padre, e anzi dimostrando che a volte (come in questo caso) essere figli d’arte non vuol dire sfruttare il successo altrui, ma avere lo stesso dna da vero artista, da coltivare e far crescere.
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