Gli amanti timidi o sia l’imbroglio dei due ritratti

Alla riscoperta di un Goldoni minore con il pluripremiato spettacolo della compagnia “Il portico Teatro Club”

Al Teatro Comunale di Mirano (Ve) per la stagione di prosa la compagnia “Il Portico Teatro club” ha presentato ‘Gli amanti timidi o sia l’imbroglio de’ due ritratti’, ultima commedia di Carlo Goldoni sull’amore, riscrittura di uno scenario composto nel 1765 dal commediografo veneziano per i comici parigini del Théatre Italien, per la regia di Gabriele Ferrarese.

Il metateatro è un artificio che seduce, ci svela le illusioni dell’evento teatrale, i suoi ingranaggi e il suo carattere ingannevole ma senza per questo guastarne la magia, anzi, amplificandone l’incanto. Il teatro nel teatro, un procedimento presente in molte delle commedie goldoniane, citazione dell’Arlecchino servitore di due padroni di Strehler, è un trucco che Gabriele Ferrarese sceglie di utilizzare per la messa in scena di questo spettacolo, vincitore nel 2013 dei premi ‘Migliore spettacolo’, ‘Migliore regia’ e ‘Migliore attore protagonista’ al Festival del Teatro Sociale di Livorno.Un palco sul palco, l’interno di un palazzo bolognese. Il regista (Ferrarese stesso) presenza silenziosa in scena per tutta la durata della pièce, segue i dialoghi dei suoi personaggi, e a tratti interagisce con loro. Il brillante Marco De Cassan veste i panni del protagonista. Un Arlecchino senza maschera, ma, anche in quest’occasione, a servizio di due padroni. Uno è Roberto e l’altro è l’Amore. “So mi, che brutta bestia che xe l’amor.” Sa bene che brutta bestia sia l’amore Arlecchino, innamorato della servetta Camilla, interpretata dalla brava Flavia del Giudice. In questa commedia degli equivoci il motore dell’azione è un ritratto di Arlecchino. Oggetto magico, pegno amoroso, amuleto che cambia natura passando di mano in mano, e che offre spunti di riflessione su quella verità dei sentimenti, da ricercare al di là delle parole dette, spesso ingannevoli e incapaci di esprimerne l’essenza. I moderni temi del doppio e dell’incomunicabilità attraversano la messa in scena dinamica e vitale di questa commedia farsesca, accurata nella ricostruzione delle scene e nella scelta dei costumi e recitata con leggerezza, garbo ed eleganza da un cast di attori impeccabili.