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"Good Morning Aman" di Claudio NoceEsordio che vibra di stiledi Emanuele Rauco Dopo anni di documentari, cortometraggi, video-clips e pubblicità, che ne hanno formato non solo il background poetico e culturale ma anche lo stile, anche per un regista romano come Claudio Noce arriva il momento dell’esordio, un debutto peraltro onorato dalla Settimana di Critica che l’ha ospitato all’ultima Mostra di Venezia.
Ospite molto gradito a quanto pare, visto che il suo film - storia di solitudini, follie (dis)integrazioni nella Roma dei nostri giorni - a quanto dice la critica, è stato uno dei migliori italiani del Festival. E forse, almeno per una volta, non hanno avuto torto. Aman è un immigrato somalo di seconda generazione, intergrato nella comunità ma non nel suo tessuto sociale, tanto da girare spesso senza meta, insonne, tra ricerca di soldi, lavori, tempo perso; la sua vita cambia quando incontra su un terrazzo conosce Teodoro, che lo fa entrare di soppiatto nella sua vita. Operazione di scritture multiple, come dimostrano i nomi coinvolti dal regista, Heidrun Schleef, Elisa Amoroso e Diego Ribon, per un dramma intimo ed esistenziale che piuttosto che puntare alla mimesi sociale cerca la via, impervia ma anche più appagante, di un’atmosfera personale e soggettiva. Infatti il film, sulla scia dei Dardenne di Rosetta ma senza bisogno estremo di realismo, segue il percorso del suo protagonista alla ricerca di svolte, stimoli per vivere la vita che non sono, come nel cinema dei fratelli belgi, bisogno di lavoro e denaro, ma soprattutto di soffi di vita, di aria diversa da quella asfittica del Corviale o quella frenetica dell’Esquilino, di un respiro che forse né Londra né altrove si può trovare se non in sé stessi. E allora Noce sceglie uno stile libero e vagamente “impressionista” in cui la messinscena viene filtrata soggettivamente dai personaggi o perlomeno si fa schermo di una necessità empatica che mescola il fuori campo (audio) e il fuori fuoco (filmico) come modi per ampliare la percezione di personaggi e spettatori. Come regista, Noce sceglie un linguaggio rischioso, fatto di primi e primissimi piani strettissimi, dove un cortissimo teleobiettivo toglie alle figure quell’aria che disperatamente cercano e che culmina in un finale in cui realtà, desiderio e piani temporali si mescolano e confondono; forse la sceneggiatura soffre qua e là di tracce di psicologismo, anche pesanti nelle svolte tragiche del racconto, ma è apprezzabile il tentativo di costruire una narrazione che si posi su fatti e persone, più che su eventi e personaggi. Come è apprezzabile l’uso degli attori come elementi dell’immagine e non come fattori spettacolari, e in questo la sobrietà di Valerio Mastandrea e la naturalezza di Said Sabrie fa ottimo gioco. Da tenere d’occhio, come molti giovani italiani, nella speranza che – al contrario di questi – Noce non si faccia corrompere dalla medietà televisiva. Titolo originale: Good Morning, Aman Nazione: Italia Anno: 2009 Genere: Drammatico Durata: 105’ Regia: Claudio Noce Sito ufficiale: www.goodmorningaman.it Cast: Valerio Mastandrea, Anita Caprioli, Said Sabrie, Giordano De Plano, Sandra Toffolati, Amin Nur Produzione: DNA Cinematografica Distribuzione: Istituto Luce Data di uscita: Venezia 2009 13 Novenbre 2009 (cinema)
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