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"Good" di Vicente AmorimViggo Mortensen: “I nostri silenzi sono colpevoli”di Giovanna Barreca “Faccio film per me stesso. Per imparare delle cose” dichiara Viggo Mortensen durante la conferenza stampa del secondo film che presenta al Festival internazionale del film di Roma.
Dal 1882 nel west statunitense diretto da Ed Harris alla Berlino dell’ascesa hitleriana di Vicente Amorim dove un docente universiatario, padre di famiglia, che ha attratto l’attenzione del Fuhrer per uno scritto sull’eutanasia, diventa un nazista. Avendo continuato a chiudere gli occhi e a non sentire “l’atroce suono della musica della realtà”, come invece gli accadrà nell’ultima scena al campo di concentramento, è colpevole quanto un fervente sostenitore della lucida follia dell’obiettivo nazista. Trattasi di film molto politico sulle responsabilità dei singoli che, non esprimendosi, pensano di non correre rischi e invece “continuando a votare il meno peggio, ci si ritrova Berlusconi o Bush, due volte presidente anche dopo gli imbrogli e i brogli delle schede della prima elezione” dichiara l’appassionato Viggo Mortensen che rincare la dose: “Il nazismo, la dittatura dei generali in Brasile e Argentina, Bush, Berlusconi, sono tutte facce della stessa medaglia: il potere che divide ed impera per sopravvivere sfruttando paura e paranoia del popolo”. Il film che nasce da un’opera teatrale è incentrato sulla figura di Haider e non cerca di prendere le distanze dai fatti: “Il mio personaggio quando si ritrova ad indossare quella divisa, si guarda allo specchio, non si piace e quel sentimento di rifiuto viene accentuato dalla reazione della moglie invece affascinata dal potere del marito e questo rende ancora più drammatico il suo stato” precisa l’attore che ricorda benissimo il primo ciak da ‘nazista’: “Non mi piaceva indossare quell’uniforme, dovevo girare la scena della notte dei cristalli quando cerco Maurice (l’amico ebreo) per salvarlo dal rastrellamento. Ho capito che era per i pregiudizi che nutro nei confronti di quella realtà. Da quella reazione ho capito che dovevo interpretare un tedesco senza giudicare per poter entrare nel personaggio”. Ma noi in quella situazione? E oggi dopo l’11 settembre? Ed proprio questo che ci si chiede alla fine del film, uscendo con uno strano senso di disagio dalla sala perché all’inizio era facile l’immedesimazione: Haider aveva fatto scelte comprensibili. “Ti rendi conto di come è stato semplice non opporsi. Tu pensi alla tua vita, alla tua famiglia, ai bambini da portare a scuola, ti confronti con i problemi quotidiani e non ti rendi conto che invece ci sono delle persone che trascorrono il tempo a calcolare come tagliare le libertà civili” conclude Mortensene aggiunge: “Anche se Obama vincerà, salirà al potere, bisognerà ricordargli che bisogna fare la cosa giusta ogni giorno. Sta ai singoli parlare agli altri”. Titolo originale: Good Nazione: Regno Unito, Germania Anno: 2008 Genere: Drammatico Durata: 96’ Regia: Vicente Amorim Sito ufficiale: www.goodthefilm.com Cast: Viggo Mortensen, Jason Isaacs, Mark Strong, Steven Mackintosh, Jodie Whittaker, Rick Warden, Gemma Jones, Charlie Condou, Ruth Gemmell, Steven Elder Produzione: Good Films, Miromar Entertainment Data di uscita: Roma 2008
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