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"Gorbaciof - Il cassiere con il vizio del gioco" di Stefano IncertiLa marionetta diventa uomodi Rinaldo Vignati Marino Pacileo, detto Gorbaciof per via di una grossa voglia sulla fronte, è un contabile del carcere di Napoli. La sua vita si svolge tra legalità e illegalità. Costantemente dedito al gioco d’azzardo, si appropria spesso di soldi del carcere e quando il poker non gli consente di restituirli si rende disponibile per vari lavoretti extra. La sua vita cambia quando incontra lo sguardo di una ragazza cinese che lavora nel locale dove si svolgono le partire di poker.
Nei suoi ultimi film (L’uomo di vetro, 2007; Complici del silenzio, 2008) Stefano Incerti aveva raccontato fatti reali (o verosimilmente ispirati a pagine dolorose di storia recente) ponendosi nell’ambito di quello che genericamente potremmo definire “cinema di impegno”. In questo suo ultimo lavoro – pur esplorando un microcosmo sociale (la Napoli che sta sul confine tra legalità e illegalità) che, per sua natura, sembrerebbe richiamare un approccio naturalistico e “sociologico” – adotta invece modalità di racconto che tendono piuttosto al lirismo. Gorbaciof è un film di intelligente rarefazione narrativa, che assume a tratti sfumature quasi fiabesche (l’innamoramento tra i due protagonisti non ha nulla di “realistico”) e che ha pochissimi dialoghi. Gli stati d’animo dei personaggi non sono comunicati con le parole ma si incarnano in oggetti e in situazioni (dalla bottiglia di birra che la ragazza prende in mano intuiamo che sta pensando a Gorbaciof e dall’apparire di una donna orientale allo sportello capiamo che anche lui sta pensando alla ragazza). Sarà una associazione di idee estemporanea, una delle tante che sopravvengono nel buio della sala durante la visione di un film, ma il finale di Gorbaciof (l’alternanza tra il viso del protagonista morente e il cielo) mi ha fatto venire in mente il finale del pasoliniano Che cosa sono le nuvole? (le marionette Totò e Ninetto Davoli gettate in una discarica osservano la bellezza del cielo e si chiedono cosa siano le nuvole). Cos’è Marino Pacileo detto Gorbaciof se non una marionetta? La sua vita è costantemente in balia di due forze: l’Ordine e il Caso. Da un lato ci sono i rituali, la ripetizione quotidiana degli stessi gesti, le gerarchie a cui è necessario sottostare. Dall’altro c’è il Caso (fuori dal lavoro l’unica attività di Gorbaciof è il gioco – poker, videopoker, bingo – e per rimarcare il rilievo del caso, il locale in cui Gorbaciof riceve il comando per il suo ultimo lavoro si chiama Lucky bar). Stretto tra queste due forze Pacileo appare privo di libertà e di possibilità di scelta. La storia che il film racconta ci mostra questo personaggio proprio nel breve momento in cui la marionetta diventa uomo: solo nell’incontro con la ragazza cinese e nel reciproco riconoscersi dei due la marionetta acquisisce la propria umanità, prende coscienza di sé diventando non più meccanismo in balia di forze esterne, ma soggetto capace di scegliere – e se è vero che la sua morte è ancora frutto della potenza del caso, è anche vero che con le sue scelte stavolta cambia, almeno un poco, il mondo (la ragazza ha la possibilità di rifarsi una vita). E forse in questo sta uno dei temi ricorrenti del cinema di Incerti, che (pur nella varietà di stili di cui si diceva in precedenza) ama raccontare il momento decisivo in cui i suoi protagonisti (per esempio il pentito di mafia de L’uomo di vetro) compiono la difficile scelta che li porta ad uscire dal sistema pervasivo nel quale sono inseriti e che ne annichilisce la libertà. Il plot di Gorbaciof richiama storie già viste (la piccola pedina di un ambiente criminale che si ribella per amore di una donna) e presenta anche somiglianze con Le conseguenze dell’amore di Sorrentino (lo stesso interprete nel ruolo di un personaggio solitario; l’innamoramento come molla di un comportamento che porta il protagonista a deviare dai percorsi consueti della propria vita). Ma non è certo un film che ha il sapore del risaputo: Incerti ha trovato un modo originale per raccontare questa storia e la costruzione fisica e caratteriale del personaggio di Servillo è magistrale. È dunque un film che merita di essere visto. Titolo originale: Gorbaciof Nazione: Italia Anno: 2010 Genere: Drammatico Durata: 85’ Regia: Stefano Incerti Cast: Toni Servillo, Mi Yang, Geppy Gleijeses, Gaetano Bruno, Hal Yamanouchi, Antonio Buonuomo; Agostino Chiummariello, Salvatore Rocco, Francesco Paglino, Salvatore Striano, Nello Mascia Produzione: Devon Cinematografica, Immagine e Cinema, Surf Film, Teatri Uniti, The Bottom Line Distribuzione: Lucky Red Data di uscita: 15 ottobre 2010 (cinema)
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