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"Grande, grosso e... Verdone": NON CHIAMATELO REMAKE...Intervista a Carlo Verdonedi Ada Guglielmino I fan chiedono, Carlo Verdone risponde: è andata così per l’ultimo film del regista romano, “Grande, grosso e… Verdone” in uscita nelle sale il 7 marzo e già preannunciato come un blockbuster. Ma non parlate di remake. Questo è un film nuovo e il perché lo spiega il regista in questa intervista.
NSC: Carlo Verdone regista e interprete. Ci dica lei perché venire a vedere questo film? Carlo Verdone: Perché ci sono tre film condensati in uno: l’episodio del candido Leo, quello del professore e il terzo atto con il cafone Moreno. Perché è un film pieno di significati e non ci sono soltanto risate, c’è anche una critica alla volgarità dei nostri tempi. E alla fine si esce dal cinema con una domanda: ma i veri cafoni chi sono davvero in questo film? NSC: Lei ha definito questo un film “su commissione”, richiesto a suon di mail dai suoi fan, che ripropone alcuni dei suoi personaggi più riusciti. Operazione nostalgia e remake? Carlo Verdone: No: questo film è nuovo. Perché i personaggi sono nuovi: hanno una famiglia, dei figli, delle responsabilità. A parte il personaggio di Leo Nuvolone che ha l’evoluzione che tutti immaginiamo, con una vicenda favolistica e surreale, con il secondo e il terzo episodio c’è una certa sterzata. Il professore è diabolico: la mattina è uno stimato studioso di storia medioevale temuto dagli studenti e la sera… Un vero Dottor Jekyll e Mr. Hide che è stata la scommessa della mia carriera, con una recitazione molto concentrata. Credo che mi sia venuto veramente bene, tanto che mi sono chiesto: c’avrò mica qualche lato di questo personaggio? Invece nel terzo episodio non ci sono più Ivano e Jessica, ma tanti cafoni, tanti volgari. Però siccome nell’Italia di oggi non c’è più il senso dello stupore e del ridicolo non ci fanno più effetto. NSC: Allora si può dire che questo film è un po’ come una cena della maturità in cui si ritrovano vecchi compagni di scuola, alcuni uguali, alcuni cambiati, alcuni che non si riconoscono? Carlo Verdone: No, è stato come andare a cena con gente nuova perché a parte Claudia Gerini, che in tredici anni, da Viaggi di nozze, è cambiata, è cresciuta, e continua ad avere dei tempi comici straordinari, in questo film ho lavorato con tanti attori, tutti molto bravi, e il risultato è di grande coralità anche se c’è Verdone che interpreta i personaggi principali. NSC: Si chiude un ciclo? Carlo Verdone: Credo di sì, ma ne apriremo un altro. Il pubblico si deve divertire perché credo di avergli dato come finale di una ideale tetralogia (Un sacco bello, Bianco Rosso e Verdone, Viaggi di nozze) una torta con la ciliegina. Fammi azzardare: se non sei rimasto contento ti ridò i soldi… Per il futuro ci butteremo su qualcosa di completamente nuovo. NSC: Calisto Cagnato, Moreno Vecchiarutti, Enza Sessa, Leo Nuvolone: ma dove li trovate i nomi dei personaggi? Carlo Verdone: Questi nomi li trovo io. Anzi, spesso ci sono dei registi che si rivolgono a me quando devono trovare dei nomi perché sono bravo nell’abbinare i nomi e i cognomi. Una volta mi piaceva molto andare nelle città, guardare nell’elenco del telefono e scrivere i nomi curiosi su un taccuino. E poi me li scambiavo con un amico che aveva la stessa passione. Per esempio Vecchiarutti aveva pure un nome che non si può dire per privacy, ma magari si fosse chiamato Moreno…
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