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"Grovigli" di Malika AyaneIl nuovo album di Malika Ayanedi Marco Zanella Lei è una delle poche sopravvissuti alle sabbie mobili sanremesi. Anzi lei è uscita dal teatro Ariston a testa alta, il sorriso abbagliante stampato in faccia e con il premio Mia Martini della critica sotto braccio. E, probabilmente, se non avessero inventato il televoto avrebbe messo in bacheca anche la palma del vincitore, doppiando i consensi di chi, quel premio, per davvero se l’è portato a casa.
Ricomincia da qui, Malika Ayane, dal fiume di belle parole sulla carta stampata e dai giudizi degli esperti che l’hanno consacrata come una delle artiste più promettenti del panorama musicale nazionalpopolare. Ricomincia da Ricomincio da qui, la canzone che ha portato (bene) sul palco della sessantesima edizione del festival di Sanremo ed è uno dei pochi brani che ancora si sentono nelle radio. Nelle parole di Pacifico e musica firmata dal suo produttore Ferdinando Arnò è espressa tutta la sua sensualità e l’energia, quel tocco leggermente esotico che caratterizza la sua musica, quasi quanto la sua gestualità spontanea che esce fuori quando si trova davanti ad un microfono. É la prima delle dodici canzoni di Grovigli, il seguito del già fortunato omonimo album d’esordio. Quello che conteneva Felling better, Sospesa, Come foglie (prima soddisfazione sanremese) e come quello vecchio, Malika alterna inglese e italiano, canzoni dolci e situazioni romantiche a momenti più spensierati e allegri. Cercando di cogliere nell’ascoltare ogni sfumatura emozionale della sua voce speziata e “arancione” come l’ha definita Paolo Conte, uno degli artisti che ha partecipato alla creazione del disco, “offrendo” la sua Chiamami adesso e duettando con Malika in Little brown bear, il brano tra tutti si guadagna i voti più alti del disco. Nell’elenco degli ospiti figura Cesare Cremonini, partner (forse non solo artistico) nella ballata brit Believe in love, scritta dall’ex lunapop e brano che chiude la scaletta. Di un disco che senza eccessi ne troppe pretese, ma che si lascia ascoltare e piacere. Dove l’etichetta pop non è un’offesa, ma un complimento. Perché ognuno può trovarci qualcosa di positivo, da salvare. Magari l’energica Thoughts and clouds o la spensierata Brighter than sunshine. Oppure il “reggae” Mille o Satisfy my soul ma qui Marley non c’entra niente. E se alla fine vi state domandando “ma non c’è anche la Nicola di Bari’s La prima cosa bella?”. La risposta è si, ma almeno secondo chi scrive è la canzone meno riuscita del lotto. Da skippare in avanti. Le cose belle, e sono tante, in questo Groviglii, si trovano altrove. Tracklist: 1. Ricomincio da qui 2. Thoughts and Clouds 3. La prima cosa bella 4. Brighter than Sunshine 5. Little Brown Bear feat. Paolo Conte 6. Mille 7. Outro (Ricomincio da qui) 8. Satisfy My Soul 9. Chiamami adesso 10. Sogna 11. Reprise (Sogna) 12. Just Believe in Love
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