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"HABEMUS PAPAM" DI NANNI MORETTIUn pontefice piccolo piccolodi Pierpaolo Simone A cinque anni di distanza da Il Caimano, Nanni Moretti torna alla regia per raccontare la storia del cardinale Melville, la cui profonda crisi di identità culmina proprio con la sua elezione a sommo pontefice.
A volte bastano poche inquadrature per smontare congetture e ipotesi. In questo caso, Habemus Papam si serve della scena iniziale del film per non lasciare spazio a dubbi. Un conclave composto da centotto cardinali - riuniti per l’elezione del nuovo Papa - prega e rumoreggia affinché Dio non scelga nessuno di loro a ricoprire quel delicatissimo compito di traghettatori della Chiesa Cattolica. Forse sta tutta qui la genialità di una sceneggiatura straordinaria, un ribaltamento che rimanda all’umanità di un clero che è agli antipodi di quello accecato dalla sete di potere raccontato nei mainstream vaticani. Il cardinale Melville - interpretato con vera grazia dal decano Michel Piccoli - scappa dalle proprie stanze subito dopo l’elezione a sommo pontefice, ritenendosi incapace di ricoprire il ruolo che Dio ha scelto per lui. A fargli da contraltare nel suo lungo cammino errabondo, c’è uno psichiatra (il più bravo di tutti) che cercherà di ricondurlo alle responsabilità dettate dalla sua nomina a Papa. Forse è un azzardo, ma questo Habemus Papam è il film che più di tutti - fra quelli di Nanni Moretti - sembra rimandare direttamente a Federico Fellini. Non tanto per la visionarietà delle immagini, quanto per quella crisi tanto sofferta dal maestro riminese e riversata con angoscia e determinazione in quel capolavoro che è 8 e 1/2. E come Guido Anselmi ricerca la sua identità in mezzo a una confusione sempre più totalizzante, così il Papa di Moretti, sfugge provvisoriamente alle sue responsabilità, ricercando la via smarrita con il ritorno alla vita civile. Non è facile vedere quel che c’è dentro Habemus Papam. Non è facile perché il regista con naturale spontaneità, ammette che è un’opera complessa, dove ognuno può ricercare la sua personalissima visione, ma soprattutto perché non punta il dito, non dà morali, non lancia anatemi né raccoglie risposte. Racconta, come Nanni Moretti sa fare benissimo, lo smarrimento al cospetto di un’epoca in cui il dialogo viene a mancare, e ciò che si legge all’orizzonte è una sorta di eremitismo sociale, in cui ognuno ripiega su se stesso le proprie frustrazioni. Tante, troppe le citazioni per essere còlte in una sola visione. Dal gabbiano di Cechov alla finestra deserta di piazza San Pietro, inquadrata come "rappresentazione" teatrale, con il velluto rosso delle tende che ricorda quelle di un sipario atto a nascondere un proscenio ormai vuoto. E forse è qua che ancora una volta torna Fellini (la solitudine dell’uomo moderno nel teatro contemporaneo, quel senso di smarrimento dettato dalla solitudine che si prova dinanzi alle esigenze del reale. Ma a differenza dell’onirismo di Fellini, Moretti ha a disposizione un’arma che è da anni il marchio distintivo del suo cinema: l’ironia. Si ride - e tanto - in Habemus Papam, si ride per le situazioni grottesche in cui si ritrovano i personaggi, costretti dalle loro stesse regole a far fronte a una situazione insostenibile, impossibilitati a lasciare le stanze vaticane fino alla consacrazione pubblica del nuovo eletto. Dialoghi surreali, spesso volti a contrapporre - con finta leggerezza - la visione cristiana a quella laica dell’esistenza (è questo il vero dramma del darwinismo, non c’è nessuna consolazione), traghettano verso un finale totalmente coerente con la struttura del film, ma ugualmente straniante. Non basterebbe l’analisi di un vaticanista ad affrontare le analogie che questo Papa condivide con i suoi fedeli, smarrito non dalla mancanza di fede, ma dalla lontananza del clero che lui stesso rappresenta dai dettami indicati da Dio. La risposta possibile di fronte all’inadeguatezza è la rinuncia, unica via di salvezza e redenzione. Habemus Nanni. Titolo originale: "Habemus Papam" Nazione: Italia Anno: 2010 Genere: Commedia Durata: 104’ Regia: Nanni Moretti Sito ufficiale: www.habemuspapam.it Cast: Margherita Buy, Roberto Nobile, Michel Piccoli, Nanni Moretti, Jerzy Stuhr, Renato Scarpa, Franco Graziosi, Massimo Dobrovic, Leonardo Della Bianca Produzione: Sacher Film, Le Pacte, Fandango Distribuzione: 01 Distribution Data di uscita: 15 Aprile 2011 (cinema)
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