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"HARRY POTTER E LA CAMERA DEI SEGRETI" DI J.K. RowlingChiave di lettura per il secondo libro della collanadi Elisa Modolo Una trama sempre più complessa per un sequel che non delude
“Harry Potter non deve tornare a Hogwarts!” è l’avvertimento di un elfo domestico che preannuncia al ragazzo un grande pericolo racchiuso tra le mura della scuola di magia. Un mostro oscuro sta per essere liberato da una camera segreta e introvabile. Gli unici indizi sono una leggenda su Salazar Serpeverde, una voce minacciosa che solo Harry può udire e un misterioso diario… Harry Potter e la camera dei segreti è il secondo episodio della serie che ha reso il n°4 di Privet Drive noto quanto il n°10 di Downing Street, o, per restare in ambito letterario, quanto il n°221/b di Baker Street, secondo una passione per gli indirizzi tutta anglosassone. La tematica fondamentale che caratterizza l’avventura narrata in questo libro è quella della “purezza della stirpe” all’interno della quale tramandare la magia a danno dei “mezzosangue”, ovvero coloro che sono imparentati con babbani (cioè i non-maghi). Un ideale di “selezione” nel quale è possibile scorgere un eco delle famigerate tesi sulla “pura razza ariana” propagandate dal nazismo. L’argomento diviene un vero topos per tutti i romanzi della serie poiché è il motore originario dell’intera vicenda (il cattivo per eccellenza, lord Voldemort, è tale proprio perché ne è il principale sostenitore, così come Serpeverde è la Casa più pericolosa e più “discussa” poichè il suo fondatore vi credeva fermamente). Un tema che appare invece al termine della lettura come morale del raccont e che a prima vista può sembrare secondario, è l’importanza delle scelte di ciascuno. Sono le scelte che facciamo, Harry, che dimostrano quel che siamo veramente, molto più delle nostre capacità afferma Silente, svelando a Harry come queste abbiano già influito nel suo presente e quanto possano avere peso nel suo futuro. Si tratta di un concetto che in realtà percorre impercettibilmente l’intera saga riemergendo allo scoperto nei momenti cruciali: ad esempio nel IV libro, quando lo stesso Silente inviterà gli studenti a schierarsi dalla parte del bene scegliendo tra ciò che è giusto è ciò che è facile e anche nel V, quando si scoprirà che il destino di Harry è stato determinato da una precisa scelta di Voldemort. Nonostante la narrazione conservi ancora la patina fiabesca dei libri per ragazzi – corroborata dalle illustrazioni che corredano il testo - Harry Potter e la camera dei segreti è comunque uno dei rari sequel che non deludono il lettore scadendo di qualità rispetto all’opera d’esordio. L’autrice riesce infatti a schivare le numerose trappole che caratterizzano la “seconda prova”: ad esempio non pesca dal nulla nuovi personaggi che soppiantino i precedenti in avventure che si accumulano una sull’altra in modo disorganico al solo fine di sfruttare un filone di successo; bensì sceglie di mantenere la figura di Voldemort come nemico mortale – dando così vita ad un’icona di forte ed emblematica contrapposizione al protagonista - e di approfondire ulteriormente le storie e la psicologia dei personaggi già introdotti conferendo loro maggior spessore. I nuovi personaggi non mancano (tra i più importanti Ginny Weasley, Dobby, Lucius Malfoy, Mirtilla Malcontenta), ma vengono inglobati in una sorta di “rete di collegamento” con i precedenti contribuendo ad imbastire una trama sempre più articolata, del tutto priva di crepe o trascuratezze. Interessante è anche la sistemazione dei brani di riepilogo della storia, altra insidiosa trappola delle opere “a collana”: al contrario di chi inserisce il classico breve riassunto delle vicende narrate all’inizio del libro per sistemare sbrigativamente la faccenda, la Rowling frammenta le spiegazioni legandole alle situazioni o agli oggetti che richiamano gli avvenimenti precedenti in modo da fornire un quadro di nozioni completo al lettore che si accosta a1la storia per la prima volta e contemporaneamente evitando di annoiare con una serie massiccia di ripetizioni – che rallenterebbe il ritmo della narrazione - il pubblico già informato. Un libro, quindi, che si “costruisce” utilizzando i tasselli del precedente, armonizzandosi con esso sia dal punto di vista della trama, sia riguardo all’ambientazione -il mondo magico- che viene esplorata ancora più a fondo e dotata di nuovi elementi e connotazioni sempre più complesse. J.K. Rowling, HARRY POTTER E LA CAMERA DEI SEGRETI,Salani,2005,pp. 307,€13
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