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"HARRY POTTER E LA PIETRA FILOSOFALE" di J.K. RowlingL’inizio della saga che ha conquistato migliaia di lettoridi Elisa Modolo A 11 anni, Harry Potter, orfano maltrattato dalla famiglia adottiva, viene a sapere di essere iscritto a Hogwarts, prestigiosa scuola del mondo della magia. Iniziano così per lui avventure di ogni sorta che lo porteranno alla scoperta di un mondo fantastico ma gli sveleranno anche il valore dell’amicizia e la verità sulle proprie origini.
Harry Potter e la Pietra Filosofale è il primo libro della saga che ha rivoluzionato l’editoria per ragazzi contribuendo ad avvicinare le giovani generazioni alla lettura e creando un vero e proprio “fenomeno” dai notevoli risvolti economici. Si è quindi determinato un successo tanto travolgente quanto inaspettato poiché il pubblico cui l’opera intendeva rivolgersi era quello “difficile” degli adolescenti sul quale il fascino della letteratura ha sempre stentato a decollare. Al di là delle massicce operazioni marketing che questo “fenomeno” ha scatenato attorno a sé, bisogna quindi riconoscere l’effettiva abilità della Rowling nel riuscire a ritagliarsi uno spazio non trascurabile all’interno del complesso e affollato genere fantasy. Molteplici sono gli elementi che hanno permesso all’autrice di afferrare l’attenzione dei ragazzi di oggi –e pure dei loro genitori. Da sottolineare in questo senso le peculiarità di un’ambientazione che esce dai clichè tipici del fantasy: non un mondo totalmente separato da quello odierno, situato solitamente in uno scenario remoto e medievaleggiante, o, all’opposto, futuristico e ipertecnologico, bensì una dimensione temporalmente contemporanea e spazialmente parallela a quella attuale che non prende quindi le distanze dal “mondo reale” ma con esso vi si confronta e interagisce. In questo primo libro il passaggio tra i due mondi spicca in modo particolare grazie alla decisione di introdurre l’elemento magico in modo graduale, attraverso le progressive scoperte del protagonista. E’ mediante Harry Potter che il lettore giunge all’interno di questa nuova dimensione e assieme a lui si stupisce di tutte le trovate divertenti che la caratterizzano. Harry sembra il classico “ragazzo qualunque” che vive in una casa qualunque di un quartiere qualunque, quindi l’ultima persona alla quale potrebbe accadere qualcosa di straordinario. Poi, all’improvviso, eccolo catapultato in un universo di cui ignorava l’esistenza ma che era sempre stato lì ad aspettarlo poiché lui vi apparteneva dalla nascita. E’ in questo modo che la dimensione della magia entra quasi a far parte del quotidiano, come se bastasse sollevare il velo dell’incredulità per vederla comparire sotto i nostri occhi. Particolarmente felice è anche la caratterizzazione del “mondo dei maghi”: simile a quello reale quanto basta per rafforzare l’identificazione del lettore con i personaggi, ma al contempo sottilmente differente per sorprenderlo e affascinarlo. Anche lì esiste la scuola Hogwarts con professori, materie (Pozioni, Trasfigurazione, Storia della Magia ecc.) ed esami, c’è una banca (la Gringott, gestita da folletti) la posta (rigorosamente “via gufo”), lo sport tradizionale (il Quidditch), ci sono i mezzi di trasporto (ovviamente le scope), le caramelle e le figurine (in cui però i personaggi non sono immobili ma si muovono e agiscono, come pure nei quadri) e persino le sgridate dei genitori (tramite le terribili strillettere). Tutto viene riletto in chiave fantastica, acquisendo però il suo spessore dalla continua corrispondenza di fondo con ciò che caratterizza la vita di un ragazzo di oggi. La minuziosa cura di ogni singolo dettaglio riguardante gli “oggetti bizzarri” di cui facciamo conoscenza (ogni tipo di bacchetta e di scopa volante viene specificato e descritto nelle sue proprietà) anziché appesantire la narrazione diventa invece un ingrediente fondamentale che permette di evocare i contorni di un mondo inventato con una forza e una precisione raramente riscontrabili altrove. Alla struttura narrativa solida e ricca di spunti divertenti, la Rowling unisce inoltre uno stile scorrevole e un’attenta caratterizzazione dei personaggi anche mediante l’uso di nomi “evocativi” che ne esemplificano i tratti della personalità (indimenticabili l’inquietante Piton/Snape e l’inflessibile McGranitt/Mc Gonagall) ai quali la traduzione in italiano tenta con più o meno successo di adeguarsi. Un’opera per ragazzi coinvolgente e ben riuscita in grado comunque di proporsi come lettura piacevole anche per un pubblico adulto. J. K. Rowling, Harry Potter e la pietra filosofale, Salani, 2005, pp. 293,
13 €.
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