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"HOMO VIDENS" DI Giovanni SartoriL’uomo non-vedente di Sartoridi Gabriele Naia Lo si sente dire sempre di più che la televisione fa schifo. Ma il problema, al di là dei gusti personali (e c’è da dire che, comunque sia, di sicuro c’è qualcuno che apprezza i palinsesti attuali), è piuttosto quanto la televisione attuale e il suo uso smodato nuoccia alla formazione dell’individuo e alla sua capacità critica.
Ed è questo che Sartori, in Homo Videns, cerca di mettere a fuoco. Se l’”homo sapiens” è colui che ha capacità d’astrazione e che quindi sviluppa la sua formazione a partire dalla cultura scritta, l’”homo videns” di Sartori è colui che, cresciuto a pane e televisione, non sviluppa la capacità astrattiva e basa il proprio apprendimento esclusivamente sul potere dell’immagine. La preoccupazione è che, visto il modo in cui crescono i bambini d’oggi, tra televisione, videogames e internet, col passare degli anni scompaia la cultura scritta – o meglio, vengano meno gli strumenti utili ad apprezzarla e comprenderla. Punto importante, nel percorso che il libro traccia, è costituito dalla fede che l’opinione comune dimostra avere nei confronti della tv, nell’immensa e quasi totalizzante fiducia nelle notizie che essa sente. O meglio, che vede. Perché il problema sta proprio nel primato che l’homo videns attribuisce all’immagine, a ciò che vede con i propri occhi. Del resto, anche normalmente si dice “vedere per credere”. Ecco però che, se da un lato appare scontato sottolineare il primato del visivo nel processo di apprendimento, non è altrettanto scontato che le immagini che la televisione propone siano attendibili e, soprattutto, siano in grado di esaurire la necessità e la completezza dell’informazione. E, proprio a questo proposito, Sartori dedica vari capitoli all’analisi del ruolo della televisione nella politica e nelle campagne elettorali. Leggendo le pagine di questo libro, una cosa ogni tanto fa sorridere: il fatto che sia stato scritto nel 1997, e che oggi la situazione sia andata, come si suol dire, di male in peggio. Basta pensare alle recenti politiche e alle polemiche sui sondaggi di Nexus e quelli controcorrente forniti da Berlusconi per domandarsi cosa l’autore avrebbe scritto, oggi, sull’homo videns. Lui che, già nel ’97, denunciava il cattivo uso che Berlusconi faceva delle sue televisioni. HOMO VIDENS, Giovanni Sartori – Laterza, 1997 (7 euro)
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