VEDI ANCHE |
|||||||||||||||||||||||||
"HOSTEL" di ELI ROTHTre passi nel delirio...di Pierpaolo Simone Presentato da Quentin Tarantino, è il secondo, macabro, lugometraggio diretto da Eli Roth, già noto al grande pubblico dopo l’altrettanto discusso esordio del 2002 con Cabin Fever. Hostel, sconsigliato ai palati fini e agli stomaci deboli, è un’attenta e purtroppo veridica analisi sui recessi della mente umana che, nell’era di internet, gode di una perversione senza confini.
Turismo sessuale, commercio di organi e specchietti per le allodole. Questi sono solo alcuni dei fatti scioccanti narrati nel film, un viaggio perverso e provocatorio sugli istinti più bestiali della mente umana. Campione d’incassi negli Stati Uniti, farà accapponare la pelle anche agli amanti del genere horror più spinto. Hostel racconta di due giovani partiti per il paradiso dell’est, diretti in un luogo sperduto e pieno di fascino, abitato da donne incantevoli che non opporranno nessuna resistenza al piacere della carne. Ma proprio mentre il desiderio prende il sopravvento, salterà fuori un minaccioso mondo sotterraneo fatto di eccessi disgustosi ed oscuri. Anche questo lungometraggio, come il lavoro precedente, trae spunto da fatti reali. "Chiacchieravamo delle cose più disgustose che si possono trovare su internet" afferma Roth "quelle cose che oltrepassano la normale brutalità degli incidenti con lo skateboard". Ed è proprio il regista a ricordare di come, in una delle scorribande notturne sul web, venne a sapere dell’esistenza, in Tailandia, di un organizzazione senza scrupoli che fa affari sfruttando l’omicidio in tutte le sue forme. Dietro compenso di diecimila dollari, infatti, ci si può trovare di fronte ad un essere umano da uccidere. Il tutto, molto spesso, con l’assenso delle vittime che, per estrema povertà, si sacrificano per amore dei propri famigliari. Il film è terribile e spietato, senza ammiccamenti allo spettatore. Crudo nella sua interezza, non torna mai indietro, scivolando in un baratro sempre più profondo e dal quale è difficile uscire. Inizialmente partito come un documentario su ciò che aveva scoperto, Roth decide di dirottare la storia per paura di ritorsioni, spostando il centro della narrazione in un paesino slovacco, all’interno di una location tutta europea. E da qui parte la storia, da una comicità iniziale che diviene via via più cupa, mettendo in scena tutto ciò che è possibile far vedere: rumori di trapani, seghe elettriche, lo stridere inconfondibile delle lame sulla pelle, occhi cavati, urla disumane e grida disperate: "L’idea mi diede immediatamente la nausea, ma allo stesso tempo era vera. La gente ha un gusto morboso e crudele. Non vi è limite a ciò che ha voglia di fare a qualcun altro per il proprio piacere. E questa è la cosa più terribile, ciò che mi colpisce più di tutto". Non vi è alcun dubbio che il film porti sullo schermo una realtà scomoda, negata per troppo orrore o per viltà, generata dall’uomo per l’uomo ma, ciò che va analizzato, è il mezzo utilizzato per il suo mostrarsi. Il cinema, questo cinema, nella sua assoluta gratuità di scene al limite del verosimile, rende nullo il potere fortemente informativo - ed evocativo - del mezzo. Un’ora e mezzo di violenze inenarrabili e non necessarie. Certo è, magari, che si potrà definirlo, col senno di poi, un film postmoderno, pregno di elementi che fissano una volta per tutte la propria concentrazione sul corpo umano, sulla sua destrutturazione, sulla body art e che, la violenza, altro non è che un significante che si fa specchio riflettente con e sullo spettatore, promettendogli - con macabro sarcasmo - la stessa fine. Ben sapendo che, una volta usciti dalla sala, il semplice raccontare sottrarrà dal torpore, elevando la propria testimonianza al ruolo di sopravvissuti a tale violenza "ottica" e psicologica. Si può dire tutto, perché no. Come ci si può permettere di dire, alle volte: questo non ha niente a che fare col cinema. Hostel Titolo originale: Hostel Nazione: U.S.A. Anno: 2005 Genere: Horror Durata: 95’ Regia: Eli Roth Sito ufficiale: www.hostelfilm.com Cast: Jay Hernandez, Derek Richardson, Eythor Gudjonsson, Barbara Nedeljakova, Jana Kaderabkova, Jan Vlasák, Jennifer Lim Produzione: Hostel LLC, International Production Company, Raw Nerve Distribuzione: Sony Pictures Releasing Italia Data di uscita: 24 Febbraio 2006
|
|||||||||||||||||||||||||
Applicazione SPIP | Web design HCE s.r.l. |
Registrazione al Tribunale di Venezia n.1491 del 24-09-2004 | Disclaimer | 2012 Creative Commons |





