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"HOTEL RWANDA" di Terry GeorgeUn rifugio particolaredi Matteo Signa Più di dieci anni fa si è compiuta una tra le più grandi atrocità della storia. In Rwanda, nel giro di tre mesi, un milione di persone sono state brutalmente uccise. Questa è la storia di un uomo che, ispirato dall’amore per la sua famiglia, ha trasformato il suo hotel in un rifugio di salvezza.
All’inizio di aprile di dieci anni fa ebbe inizio in Rwanda il genocidio che costò la vita, nel corso di 3 mesi di terrore, a oltre un milione di persone, prevalentemente Tutsi. La strage, preparatoacon efferata sistematicità, lasciò dietro di sé dai 300.000 ai 400.000 orfani, tanto da far dire che il Rwanda era divenuto il "paese delle vedove e degli orfani". Ovunque ci si imbatte ancora nei resti dei crimini più feroci. Gli Hutu erano e restano tuttora l’etnia maggioritaria tra i 7 milioni e mezzo di abitanti del Rwanda. Fino alla concessione dell’indipendenza da parte Belgio nel 1962, questi contadini sono stati vittime di pesanti discriminazioni razziali, politiche e sociali. Una volta al potere, gli stessi Hutu hanno operato una fortissima apartheid nei confronti della minoranza etnica del Paese, i Tutzi. Il 6 aprile 1994, l’aereo sul quale viaggiava il Presidente rwandese Habyarimana, di etnia hutu, venne abbattuto da 2 missili. La sua morte segnò l’inizio della guerra civile e del genocidio. Il film ha due finalità principali: spiegarci che cosa è accaduto in Rwanda durante il 1994 e rendere personale una storia. Alcuni critici hanno sostenuto che il film non abbia una sufficiente dose di credibilità e verosimiglianza. Nei fatti, non hanno molto fondamento. La pellicola ci introduce, fin dall’inizio, la figura di Paul Rusesabagina (Cheadle), responsabile dell’hotel a cinque stelle Milles Collines in Kigali. Quando gli estremisiti hutu assumono il potere nel 1994, il loro primo obiettivo è quello di sterminare tutta la gente tutsi. Paul è un hutu sposato ad un tutsi (Sophie Okonedo) e permette ai rifugiati di accamparsi fuori e dentro l’albergo. Inizialmente corrompe i soldati attraverso soldi e liquori ma una volta che questi vengono a mancare, le circostanze si fanno sempre più disperate e ricorre a misure estreme pur di proteggere i rifugiati e la propria famiglia. Il conflitto etnico ci viene presentato in tutti i suoi risvolti. Non solo quelli legati all’odio tra persone che appartengono alla stessa razza ma anche componenti più sottili che riguardano la politica e gli interessi diplomatici. Non vengono sollevati molti interrogativi. Non ce n’è bisogno. Lo stile estremamente asciutto e rigoroso non permette allo spettatore alcun tipo di indugio o esitazione rispetto alla questioni meramente etniche. Quello che è accaduto in Rwanda non è un caso isolato. È uno dei tanti conflitti che rimette in discussione la nozione stessa di umanità completamente incapace di imparare dalla storia. L’intento alla base del film non è, però semplicemente divulgativo. Oltre a farci conoscere la storia tormentata di questo popolo, il regista riporta in maniera dettagliata la complessità dei sentimenti e delle sensazioni vissute dal protagonista principale. La lotta interiore di Paul non è legata solo alla disperazione per il proprio Paese ma prevede anche un reale senso di frustrazione e rabbia nel constatare che le Nazioni Unite sono, nei fatti, incapaci di risolvere differenti situazioni. A questo si unisce perfettamente la viva speranza per un futuro migliore non tanto per il suo avvenire e della moglie quanto per i propri figli. L’ottima interpretazione di Don Cheadle, nominato quest’anno sia ai Goldeb Globes che agli Oscar come miglior attore protagonista, promette molto per il suo futuro lavorativo. Sarebbe ingiusto, però, non ricordare il lavoro di sostegno di Sophie Okonedo, che porta la profondità e l’umanità alla parte di Tatiana, moglie del Paul. Titolo originale: Hotel Rwanda Nazione: Canada, Regno Unito, Italia, Sud Africa Anno: 2004 Genere: Drammatico Durata: 121’ Regia: Terry George Sito ufficiale: www.hotelrwanda.com Cast: Don Cheadle, Sophie Okonedo, Nick Nolte, Joaquin Phoenix, David O’Hara Produzione: Kigali Releasing Limited, Industrial Development Corporation of South Africa, Inside Track Films, Lions Gate Films Inc., Miracle Pictures, United Artists Distribuzione: Mikado
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