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"Ho servito il re d’Inghilterra" di Bohumil HrabalSogni e ascesa di un camerieredi Elisa De Marchi Jan Dite comincia la sua carriera come apprendista cameriere all’albergo Praga; ma la sua ambizione e la sua fame di ricchezza lo condurranno a una lunga, inarrestabile scalata sociale. L’incontro con un capo-cameriere che si vanta di aver servito il re d’Inghilterra segnerà la svolta definitiva nella vita del protagonista.
La biografia di Hrabal, romanziere e poeta boemo, potrebbe sembrare la trama di uno dei suoi libri: ha lavorato come ferroviere, preparatore di malto in una fabbrica di birra, commesso viaggiatore, imballatore di carta da macero di libri proibiti dal regime comunista. Era soprattutto un gran bevitore. Si avvicinò al surrealismo e ne trasse ispirazione per la creazione di uno stile personale, unico, che rende la lettura dei suoi testi un’esperienza indimenticabile. “Ho servito il re d’Inghilterra” è probabilmente la sua opera più riuscita: surreale e disincantata al tempo stesso; priva di banalità, luoghi comuni e punti a capo. Ossessionato dalla sua piccola statura, sia anatomica che finanziaria, il cameriere Jan cerca di farsi strada in un mondo dove tutti sono alti e ricchi. In prima persona ci racconta della sua carriera al servizio di alberghi sempre più fastosi, del suo successo (arriverà a realizzare i suoi sogni e diventare milionario), infine dell’inevitabile disillusione. La sua forza di volontà, le sue capacità e un bel po’ di fortuna lo guidano negli hotel della Cecoslovacchia degli anni Trenta, libera e capitalista; verrà poi occupata dai nazisti, dalla loro follia omicida e dai loro “coiti nazionalsocialisti”. La storia di Jan è esilarante e insieme tragica, poetica e coinvolgente, sicuramente un po’ autobiografica. Intorno c’è Praga, i suoi colori, le sue musiche, le osterie e i bordelli, i tipi originali (indimenticabili Líza e soprattutto il maître Skrivánek). Il motore di tutta la vicenda è il denaro: sono i soldi a muovere come burattini i personaggi del romanzo, a ossessionare e governare le azioni di Jan. E’ disposto a tutto per guadagnare qualche moneta, anche a truffare sul resto i suoi clienti. Ma la sua brama di ricchezza non risulta sterile o meschina: in un mondo dominato dal dio dollaro, Jan ha capito che il denaro è l’unico mezzo e l’unica soluzione, perchè “coi soldi ci si può comprare anche la poesia”. Bohumil Hrabal, Ho servito il re d’Inghilterra, e/o, 1991, pp. 260, euro 8,50.
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