I VINCITORI DEL 20° FESTIVAL DEL CINEMA AFRICANO, D’ASIA E AMERICA LATINA

Tutti i premi assegnati al Festival

Si chiude domenica 21 marzo il 20° Festival del Cinema Africano, d’Asia e America Latina, il più importante appuntamento in Italia dedicato alla produzione cinematografica del Sud del mondo.

Le giurie non hanno avuto un lavoro facile, perché i film selezionati per questo importante anniversario sono stati di grande impatto emozionale e tematico, complessi di ricchezza narrativa nel possedere un ottimo contenuto e un prezioso contenitore.

La Giuria Ufficiale – Concorso Lungometraggi Finestre sul Mondo, composta da
Inge Feltrinelli – editrice – Italia – Presidente, Isabella Ferrari e Ahmed Maher, regista egiziano, ha deliberato assegnando il premio come Miglior Lungometraggio Finestre sul Mondo al toccante film:

UNE VIE TOUTE NEUVE di Ounie Lecomte, Corea del Sud/Francia 2009!
Una storia intima, personale, che racconta, con estrema delicatezza, il dramma dell’abbandono.

La Giuria Ufficiale – Concorso per il Miglior Film Africano presieduta da Maurizio Porro e composta anche dalle giornaliste Cristina Battocletti e Barbara Sorrentini ha conferito il premio a:

DOWAHA di Raja Amari, Tunisia/Svizzera/Francia 2009.

Il film, presentato nella sezione Orizzonti della 66a Mostra del Cinema di Venezia, racconta la storia di tre donne: negli alloggi per la servitù del seminterrato di una grande villa, Aicha vive con la madre e la sorella maggiore. Ogni suo impulso vitale di giovane donna è represso con violenza. Le tre donne vivono segregate dal resto del mondo, il loro isolamento è volontario, nell’ossessivo rispetto della tradizione e della religione. Dalle finestre spiano la vita all’esterno. Turbata e affascinata dalla giovane coppia moderna che si è trasferita a vivere nella villa, Aicha cerca un contatto con la superficie. Ma l’incontro con il mondo reale, superato il limite che li separa, altera gli equilibri precari tra le tre donne, svela i segreti sepolti…

La terza sezione in concorso è, come sempre, una delle più interessanti: è il Concorso Documentari Finestre sul Mondo e Concorso Cortometraggi Africani.
La giuria composta da Elisa Marincola, Nicolas Feodoroff, Federica Masin ha assegnato il premio ex aequo a:

ZAHRA di Mohammad Bakri e

UN CONTE DES FAITS di Hichem Ben Ammar.

Il primo racconta la storia intrisa di realismo di Zahra, zia del regista e attore Mohammad Bakri, ha 78 anni e il suo lungo viaggio della sofferenza lo ha iniziato nel 1948, come il popolo palestinese cacciato dalle sue terre. Con questo film, Bakri intraprende un viaggio nel passato e nel presente della Palestina attraverso la storia della sua numerosa famiglia, e in particolare di questa anziana signora, e del villaggio di Bi’ina. Un viaggio nel corso del tempo e delle generazioni che Bakri compie in prima persona, con la sua voce narrante e il suo corpo in campo accanto a quelli della zia e di altri familiari. Per comporre un quadro intimo, soggettivo e poetico, un on the road nel segno della memoria e di persone e luoghi da ritrovare.

Un Conte des faits ci trasporta nella periferia di Tunisi, un trombonista di fanfara sogna che il figlio Annes diventi un grande e apprezzato musicista. Annes ha undici anni e, appropriandosi del sogno del padre, sviluppa attitudini fuori dal comune imparando a suonare il violino. Hichem Ben Ammar, con lo stile del documentario diaristico e in maniera discreta, silenziosa, piena di partecipazione, segue il padre e il figlio per due anni, dal 2007 al 2009, nelle tappe che portano Annes da Tunisi in giro per l’Europa, da Parigi a Bruxelles a Londra, filmando le audizioni come i momenti di vacanza e di relax. Fino a quando Annes, quasi quattordicenne, accede alla prestigiosa Yehudi Menuhin School e prosegue nei suoi progressi musicali…

Gli altri premi sono andati a:

Concorso Cortometraggi Africani

UN TRANSPORT EN COMMUN- SAINT LOUIS BLUES di Dyana Gaye, Senegal/Francia, 2009.
Questo corto parla di un viaggio in taxi-brousse da Dakar a Saint-Louis durante il quale i passeggeri, cantando, raccontano se stessi. A bordo troviamo: Souki diretta al funerale del padre che non ha mai conosciuto; Malick che desidera salutare la fidanzata in partenza per l’Italia; Madame Barry, proprietaria di un elegante negozio da parrucchiere, desiderosa di rivedere i figli dopo molti anni; Joséphine e Binette, due francesi le cui vacanze in Senegal volgono al termine. Il tragitto è lungo, la calura intensa e le strade trafficate. In un’alternanza di sequenze musicali corredate da riprese molto realistiche, la regista ci offre uno sguardo sull’Africa pieno di freschezza, firmando un musical divertente ed ottimista.

PREMI SPECIALI

Premio “Città di Milano” del Comune di Milano al lungometraggio più votato dal pubblico:

UNE VIE TOUTE NEUVE di Ounie Lecomte, Corea del Sud/Francia 2009

Premio CEM-Mondialità al Miglior Cortometraggio

Il premio è assegnato da una Giuria composta da studenti italiani e stranieri delle scuole secondarie di secondo grado di Milano e consiste nell’acquisizione dei diritti di distribuzione home-video in Italia.

NEGROPOLITAIN di Gary Pierre-Victor, Guadalupa/Francia, 2009
Poliziotti francesi sull’orlo di una crisi di nervi. Un giovane caraibico, Carl, è al suo primo giorno di lavoro in un commissariato di polizia, lo affidano all’esperto Alain, cinquantenne caraibico rude e violento, ormai logorato da quel lavoro e ostile a tutti gli immigrati. Tra i due non c’è comunicazione. Alain si rifiuta di parlar creolo, l’altro lo insulta dandogli del “négropolitain” ossia del nero francese che rifiuta le sue origini. Il giorni in cui un loro collega bianco si spara un colpo in testa, la tensione tra colleghi si stempera.

Premio SIGNIS (OCIC e UNDA)

Il premio è assegnato dalla The World Catholic Association for Communication.

MOLOCH TROPICAL di Raoul Peck, Haiti/Francia, 2009, un’ acuta ed inquietante rappresentazione della follia del potere assoluto. In un castello arroccato sulle montagne di Haiti, il presidente “democraticamente eletto” e il suo staff si accingono a celebrare la festa nazionale , ma la popolazione è in rivolta. Il presidente ha deluso i suoi elettori e si rifiuta di riconoscerlo. Lancia al suo popolo un messaggio d’amore attraverso la televisione che rimane il suo unico contatto con la realtà del paese. Per mantenere il potere l’ultima strada che gli rimane è l’invio del corpo speciale delle Chimères per una repressione violenta. Ma neanche il bagno di sangue potrà salvarlo e, una volta sconfitto, dovrà fare i conti con la sua anima.

Menzione a:

MAIBOBO di Yves Montand Niyongabo, Ruanda, 2010
Quindici anni dopo il genocidio in Ruanda, molti bambini rimasti orfani sono diventati maibobo (ragazzi di strada) e vivono tutt’oggi ai margini della società. Dai racconti e dalle esperienze di questi ragazzi, nasce il film: un racconto commovente e crudo sulla loro difficile esistenza. Piedi scalzi e sacco sulle spalle con tutti i suoi averi , un ragazzo di strada dalla campagna si dirige verso la città in cerca di fortuna…

Premio CINIT – CIEMME

Il premio consiste nell’acquisizione dei diritti di distribuzione home-video in Italia di un cortometraggio africano.

UN TRANSPORT EN COMMUN di Dyana Gaye, Senegal/Francia, 2009

Premio ISMU

La Fondazione Ismu (Iniziative e studi sulla Multietnicità) assegna un Premio al miglior cortometraggio del festival con valore pedagogico. Il Premio consiste nell’acquisizione dei diritti di distribuzione home-video in Italia ed è assegnato da una giuria composta di docenti.

DES ENFANTS DANS LES ARBRES di Bania Medjbar, Algeria/Francia, 2009

Premio CUMSE

Il premio consiste nell’acquisizione dei diritti di distribuzione home-video in Italia di un cortometraggio o documentario africano ed è assegnato da una giuria di rappresentanti delle comunità straniere di Milano e da volontari del Cumse.

MAIBOBO di Yves Montand Niyongabo, Ruanda, 2010

Premio RAZZISMO BRUTTA STORIA

Feltrinelli (in collaborazione con Arci) assegna un riconoscimento speciale al miglior film della sezione dedicata ai temi del razzismo e dell’integrazione.

LA TRAPPOLA di Lemnaouer Ahmine, Italia/Algeria, 2009

Il documentario è la testimonianza colta a caldo, in prima persona, della tragica vicenda dei rifugiati politici sfollati l’anno scorso dall’edificio di via Senigallia a Milano che per protesta si sono accampati in Piazza Oberdan in pieno centro cittadino. Con immagini mai viste in televisione, seguiamo la lotta dei rifugiati che chiedono semplicemente che li si rispetti e che vengano riconosciti i loro diritti.

Si sta concludendo la 20a edizione di questo Festival, con l’augurio che i film vincitori possano essere visti da altre numerose persone, ma anche altre opere, che hanno commosso, stravolto e appassionato, come Enemies of the people, Adieu Gary e Janala.