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I vincitori del Festival Internazionale della LessiniaVince "Un toccante grido di speranza"di Giovanna Barreca Questa la motivazione fornita dalla giuria della quattrordicesima edizione del Lessinia Film Festival che ha assegnato la Lessinia d’Oro a Grozny Dreaming di Fulvio Mariani e Mario Casella. Nata dell’idea dei due amici, Fulvio Mariani, cineasta di film di montagna e non solo (fu direttore della fotografia di Grido di Pietra di Herzog) e del giornalista Mario Casella che su un articolo del New York Times lesse di Uwe Berkemer, uno strano direttore d’orchestra di origine tedesca che era andato nel Caucaso e aveva selezionato 20 musicisti di tutte le 40 etnie che dalla caduta del blocco sovietico si ritrovano a vivere e a combattere nella regione per volere dei potenti che abitano una terra ricca di petrolio. Berkemer ha ricevuto tanti no, ma con tenacia ha creduto nel suo progetto e l’anno scorso portò la sua orchestra in tour e come ci dichiarò proprio al Lessinia Film Festival: “Siamo riusciti a portare l’armonia della musica classica in posti dove da anni conoscono solo il suono dei kalasnikov e delle bombe”. Il film è il racconto di questo viaggio e della vita dei 20 caucasici che condividevano lo stesso lavoro e la stessa passione per la musica ma non una lingua comune. “La musica di quest’orchestra diventa ambasciatrice di pace e rappresenta l’aspirazione universale alla reciproca comprensione e alla convivenza tra i popoli. Un’opera che trasmette un messaggio chiaro e comprensibile a tutti perché un sogno non rimanga soltanto un sogno” conclude la motivazione perché, come sanno bene i giurati e noi abbiam segnalato in altri articoli su questo sito quando abbiamo lungamente parlato del concerto denuto al festival la sera prima della presentazione del documentario (ufficialmente la loro ultima data), l’orchestra non riceve più fondi dall’inizio dell’anno e rischia di sciogliersi con musicisti professionisti costretti a smettere di far musica per cercare lavori diversi che gli permettano di mantenere le loro famiglie. Alessandro Anderloni e tutti i suoi collaboratori che per quest’edizione hanno apportato la felice novità del festival di montagna anche per i bimbi con storie importanti di loro coetanei di altre montagne e vallate e possono vantare anche la partecipazione del regista svizzero più famoso e forse più schivo del mondo Fredi M.Murer che al Lessinia è stato due giorni e ha piacevolmente conversato con il pubblico alla fine delle due proiezioni di due dei suoi capolavori: Non è colpa nostra se siamo montanari (1974) e Il falò (1985) e soprattutto molto felice per la vittoria di Grozy dreaming perché “forse l’orchestra, grazie al questo documentario potrà trovare più sostenitori per la cordata di partner internazionali che parte dalla Lessinia e spera di arrivare lontano. Il messaggio di pace di questi musicisti va salvato” conclude il direttore. Altri premi: LESSINIA D’ARGENTO: Obcina di Biorn Reinhardt Motivazione: Un viaggio affascinante nella dura realtà delle montagne di Maramures, in Romania. PREMIO CIMBUICUM VERONESE: ex aequo Econ das Montanhas di André Costantis (Brasile) e Storie di 4 lingue di Erica Barbiani, Elena Vera Tomasin e Sergio Beltrame Per tutti gli altri premi minori vi invitiamo a visitare il sito del festival: www.filmfestivallessinia.it
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