VEDI ANCHE |
|||||||||||||||||||||||||
"IAGO": Shakespeare riletto da De Biasi, Chiatti e VaporidisI personaggi dell’Otello secondo De Biasidi Ilaria Falcone “Iago” il secondo film di Volfango De Biasi, con Nicolas Vaporidis e Laura Chiatti, ha visto il suo primo ciak il 15 settembre a Venezia. Le riprese sono durate nove settimane, di cui quattro a Venezia, una a Padova e le restanti a Roma.
Il regista, insieme a Vaporidis, Laura Chiatti e Aurelien Gaya (che nel film interpreta Otello) ha presentato a Milano la sua nuova opera, dando anche una necessaria spiegazione della sua interpretazione di Iago. Perché ha scelto proprio un testo di Shakespeare? Lo so che la scelta può sembrare azzardata, forse assurda, ma è marginale. Ho voluto lavorare su un classico. I classici, poi sono la letteratura più adatta ai giovani e sono una fascinazione per gli attori. Mi sono ispirato anche al Bel-Ami di de Demaupassant. L’Essere umano non è univoco, nel loro insieme le passioni umane sono in contrasto. Chi è quindi Iago? Iago combatte l’oppressione, ha una parte oscura dentro di sé. Il suo peccato capitale è l’ambizione. La gelosia di Otello sarebbe patologica oggi. Ho voluto raccontare una storia attuale, mettendo in scena un eroe moderno, sul mio Iago aleggia un senso di ingiustizia, è un ragazzo come tanti, ma in grado di scatenare una lotta senza quartiere pur di vedere i propri sogni realizzarsi. Perché ha scelto di ambientare il film nella facoltà di Architettura? Perché l’Architettura è l’arte meno noiosa da narrare; e poi sono partito dall’Architettura come una metafora della costruzione di una nuova città come riedificazione di una società, ad opera di Iago, che è un idealista. Nicolas Vaporidis, Iago, ritorna sul set diretto nuovamente da De Biasi, dopo il film del 2007 Come tu mi vuoi. Come ti sei preparato al ruolo di Iago? Ho fatto un lungo lavoro di approfondimento. Ho cercato di capire e condividere le scelte di Iago. Mi sono, poi, confrontato tantissimo con Volfango. È stato il film sul quale ho lavorato di più. Iago, caratterialmente, è molto umano. Ha un’imponente forza scenica, un po’ come tutti i personaggi negativi, uomini che fanno cose deprecabili, ma che serbano un fascino incredibile. Iago è un sognatore e quando il sogno per cui ha sudato si infrange, a causa di un incapace viziato, ha una reazione che ho, appunto, capito. Fa la cosa sbagliata, ma in fondo ha ragione, è stato defraudato del proprio diritto a ottenere ciò per cui ha lavorato sodo. Laura Chiatti è Desdemona, studentessa, figlia del rettore. Come definiresti la tua Desdemona? Desdemona è una principessa, avvolta da un’aurea che la rende eterea. Nasconde però una grande solitudine, data dall’appartenenza a una famiglia di alto ceto sociale. Per la sua interpretazione mi sono affidata a Volfango, per trovare modelli a cui ispirarmi. Volfango è un ottimo direttore, credo sia riuscito a tirare fuori il meglio di me e io ho dato il massimo. Avremmo tanto desiderato porgere qualche domanda a William Shakespeare, ma ci hanno detto che non rilascia più interviste. È un vero peccato. Foto a cura di Ilaria Falcone Copyright © NonSoloCinema.com - Ilaria Falcone
|
|||||||||||||||||||||||||
Applicazione SPIP | Web design HCE s.r.l. |
Registrazione al Tribunale di Venezia n.1491 del 24-09-2004 | Disclaimer | 2012 Creative Commons |










