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"IAI" DI ALESSANDRO MARTINELLOIn apneadi Marianna Sassano “Si è incessantemente lacerati, non sapendo quale stereotipo scegliere”. L’identità si costruisce attraverso moduli preconfezionati, mattoncini di lego ad incastro sicuro, tabelle da riempire con gusti e preferenze? L’identità è questione di stereotipi, di velature, di certezze?
L’identità è ricerca, innanzitutto. È silenzio. È, al suo culmine, azione. Passa attraverso una riflessione filosofica, sociologica e forse anche intimamente psicologica Iai, la performance di Alessandro Martinello per TamTeatromusica ispirata alla controversa opera di Yukio Mishima. Lezioni spirituali per giovani samurai e Introduzione alla filosofia dell’azione sono i testi guida della messa in azione che accade sul palcoscenico del Teatro alle Maddalene a Padova. Alessandro Martinello, terza generazione Tam, prende su di sé quel “coraggio essenziale necessario all’azione” che le parole di Mishima, proiettate sullo sfondo, suggeriscono all’inizio del lavoro - uniche presenze di un linguaggio verbale cancellato dalla predominanza del fare concreto, eppure purtroppo indispensabili linee guida per costruire la comprensione -; ed è davvero un coraggio. Un coraggio che parte dal principio, dalla decisione di affrontare dei testi limbo tra Tradizione, Azione, Identità, che la memoria comune semplifica ricordandone spesso solo gli sprazzi più estremi - il suicidio rituale dei samurai come veicolo di immortalità, “un mezzo per recuperare la vita”; e un coraggio anche nella scelta della messa in azione. Martinello sceglie qui infatti di essere un performer praticamente autosufficiente - ad eccezione delle creazioni sonore che Luca Scapellato fa nascere in interazione continua con i movimenti del palco - che vive in un ambiente tecnologico. Propaggine del reale, attraverso il contatto delle dita del performer con la tastiera, è il computer; che, anche questo azionato in scena, crea situazioni, proietta visioni, genera loop istantanei di video presi in diretta, origina le luci, detta il ritmo - e lo subisce - dell’azione. Tutto è mentre accade, in questo Iai: prima non era, dopo non sarà. La vestizione del samurai è il rito della concentrazione, il movimento ripetuto è la tensione dell’azione; il mondo tecnologico è lo scenario con cui dover fare i conti, in questa nuova Tradizione. Il meccanismo performativo è svelato, tutto è sulla scena, il principio è l’azione e l’azione è. Immanentemente. Iai: con la paziente attesa che porta al gesto finale, la tecnologia che crea il meta mondo, l’umano che riporta al mondo, è una azione in apnea.
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