“IL CATALOGO” di Jean Claude Carrière

Ennio Fantastichini e Isabella Ferrari

Il Teatro delle Muse di Ancona ha ospitato dal 24 al 27 marzo l’interpretazione italiana de “Il catalogo”, portata in scena dalla coppia Fantastichini-Ferrari per la regia di Valerio Binasco.

Quasi tutta Ancona in platea per emozionarsi con le vicende di Jean-Jacques e Suzanne, originariamente (in Francia, nel 1994) Bernard Giraudeau e Fanny Ardant ed oggi invece Ennio Fantastichini e Isabella Ferrari.

Una casa, un avvocato, una vita piena ma nonostante tutto vuota. E un catalogo: quello in cui Jean-Jacques appunta tutte le donne con cui è stato a letto; nome, colore dei capelli, caratteristiche fisiche, volendo aiutare così una memoria che in realtà non funziona per mancanza di sentimenti.
Poi, all’improvviso, l’arrivo di una donna misteriosa, Suzanne, che gli piomba in casa e gli mette sottosopra non solo l’appartamento, ma anche la vita. Fino ad arrivare all’amore, battuta dopo battuta…

L’interpretazione italiana de “Il catalogo” è stata voluta, curata e adattata sulla pelle di due grandi attori da Valerio Binasco.
Il regista ha calato nelle scene, nei dialoghi e nell’atmosfera di questa commedia surreale di Jean Claude Carrière una coppia che in scena ha funzionato bene: molto credibile la Ferrari nei panni di una Suzanne svampita e stravagante, più pacato e ordinato Fantastichini, nel ruolo dell’avvocato Don Giovanni messo ko dall’incontro con l’amore.

La produzione è di Angelo Tumminelli per la Star Dust International, che sta portando l’opera in giro per l’Italia, di teatro in teatro, riscuotendo sempre un buon successo.

Lo spettacolo, silenzioso e pulito vedendo sul palco soltanto due attori per la sua intera durata, si snoda tra dialoghi riflessivi e battute divertenti, incastrando alla linearità della storia elementi di surrealismo che fanno sembrare il tutto, a tratti, un sogno o il frutto di un’immaginazione fervida.

Suzanne sembra esserci e non esserci, nell’irrealtà della sua apparizione in casa di Jean-Jacques. Eppure la sua presenza è tale da rivoluzionare l’ordine e la tranquillità di una persona, per così dire, “normale”. All’improvviso l’unica cosa reale diventa Suzanne, con le sue stravaganze e la sua inflessione linguistica tutta particolare, mentre il lavoro, gli amici, le donne, cosa sono ormai? Che valore hanno?
Viene allora naturale chiedersi che cosa in realtà sia ciò che siamo soliti chiamare “solitudine” e cosa voglia dire “incomunicabilità”.

Il Teatro delle Muse riaprirà le porte il 3 aprile per ospitare il concerto di Giovanni Allevi, seguito il 6 e 7 aprile dal “Work in progress” tour di Dalla e De Gregori.

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