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"IL DIO CONTESO" drammaturgia di Adriana MartinoIndagine sull’odiodi Alessandro Pesce “Il dio conteso“ è uno spettacolo di Adriana Martino (che fa il paio con il precedente, “L’illusione di Dio”, basato sui temi di fede e ateismo), dove si parla delle radici dell’odio verso gli ebrei e quindi di molti aspetti legati alla storia e al destino dell’ebraismo, ai suoi rapporti con il Cristianesimo e soprattutto con la figura di Gesù, all’identità ebraica “tout court“ e al grande tema della diaspora ebraica. Le fonti sono le piu varie, dal Libro di Ester a San Paolo, da Spinoza a Nietscke ai pensatori contemporanei. Assistiamo a salottieri ma appassionati dialoghi e discussioni di storici e intellettuali di oggi, con alcune incursioni fantasiose, come il citato Spinoza, che, immaginato disteso su un canapè, dialoga con Odifreddi quasi fossimo alle “Interviste impossibili”, mitica trasmissione radiofonica degli anni 60-70, poi guarda caso anch’essa divenuta uno spettacolo teatrale di Alessandro Fersen. Il tentativo è quello di offrire degli spunti e una panoramica ampia delle diverse posizioni, ma se i contenuti non c’è dubbio che siano di grande interesse e a volte anche inquietanti, il problema è come renderli in uno spazio teatrale, considerando oltretutto che la profondità dei testi impone un’attenzione costante del pubblico. Non siamo dalle parti della sulfurea "Cena delle ceneri" di Giordano Bruno nell’allestimento di Latella, qui l’intento è più didascalico. Tuttavia l’esito è buono, grazie anche, più che a qualche movimento di scena, all’impegno fisico e psichico degli interpreti chiamati a dar corpo a teorie non nate per la scena. Non a caso il brano più d’effetto dello spettacolo è un monologo, quello tratto dall’Anticristo di Nietzsche, pamphlet dove il grande filosofo si scaglia contro il Cristianesimo , le religioni e l’invenzione del “peccato” che serve a dominare l’uomo. Interpretato con grande bravura da Antonino Iuorio è il momento più vibrante e felicemente poco "didattico". Un legame più fluido tra gli inserti e un finale più teso (del resto si accennava all’Olocausto) avrebbero giovato al complesso dell’operazione, comunque molto applaudita. IL DIO CONTESO Drammaturgia e regia di Adriana Martino, da testi di Kung, Yehoshua, Odifreddi, Schafer, Calimani, Caffiero, Arendt, Nietzche, Freud con Antonino Iuorio, Valentina Ghiglia, Bruno Viola, Fabrizio Raggi, Fabrizio Bordignon Durata un’ora e 30 minuti Prod. L’albero- teatro canzone Roma, Teatro India dall’8 al 13 marzo 2011 - Roma, Teatro dell’orologio, dal 15 al 27 marzo 2011
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