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IL DOCUMENTARIO THE GATES ARRIVA ALLA FESTA DI ROMALa storia della realizzazione della più grande installazione pubblica che cambiò la faccia di Central Park per 16 giorni.di Giovanni Santoro Dopo aver chiuso il 5 maggio del 2007 il Tribeca Film Festival, The Gates, il documentario di Antonio Ferrera e Albert Maysles, sarà presentato a fine mese in Italia alla Festa del Cinema di Roma nella sezione Extra diretta da Mario Sesti, l’area del festival dedicata ai documentari e ai film più innovativi e sperimentali. E’ di sicuro sorprendente e tutto da scoprire questo documentario dedicato alla celebre installazione chiamata appunto “The Gates” che fu realizzata nel 2005 a Central Park dagli artisti Christo e Jeanne-Claude. Il lavoro di Antonio Ferrera e Albert Maysles - uno dei pionieri, assieme al fratello David, scomparso nel 1987, del cinema documentario americano, il cosiddetto “non fiction cinema” o “Reality Cinema” in cui si riprende la realtà esattamente così com’è, senza sceneggiature, scenografie o narrazione che non siano quelle proposte dal nudo occhio della camera stessa - ripercorre il lavoro di Christo e Jeanne-Claude, i quali con “The Gates” hanno trasformato il freddo inverno di New York del 2005 in un fiorire di luci e colori. Ma non fu facile per i due artisti, già celebri per aver impacchettato il Reichstag di Berlino e il Pont Neuf di Parigi, realizzare a Central Park una delle installazioni pubbliche più imponenti e grandiose della storia. Il documentario, grazie a filmati di archivio, racconta infatti la lunga gestazione di questa prodigiosa creazione, dai primi contatti degli artisti con i rappresentanti della città nel 1979, alle innumerevoli difficoltà che i due artisti hanno dovuto affrontare per quasi trent’anni prima di riuscire a portare a compimento la loro opera composta da 7.500 porte rivestite di tessuto arancione fluttuante nell’aria, lungo 23 miglia all’interno di Central Park. Dopo 24 anni di trattative e vicissitudini per convincere New York e ottenere i permessi dalle autorità pubbliche e una lunga controversia sul valore materiale e spirituale dell’opera, solamente il 22 gennaio del 2003, Michael Bloomberg, Sindaco di New York, annunciò, che un contratto era stato firmato concedendo il permesso agli artisti di New York Christo e Jeanne-Claude di realizzare la loro opera d’arte che trovò compimento due anni più tardi. Nel febbraio del 2005 per 16 giorni la struttura squadrata degli edifici cittadini attorno a Central Park fu replicata nella struttura rettangolare delle oltre 7 mila porte installate dagli artisti, mentre il disegno a serpentina dei viottoli e le forme organiche dei rami spogli degli alberi si riprodussero nei movimenti continui dei pannelli di tessuto fluttuanti liberi nel vento. Dall’alto l’effetto finale fu quello di un fiume dorato che compariva e scompariva attraverso i rami spogli degli alberi evidenziando la forma serpeggiante dei viottoli pedonali. Su questo e altro si sofferma lo sguardo di Antonio Ferrera e Albert Maysles nel documentario che sarà presentato il 25 e 26 ottobre alla Festa delle Cinema di Roma.
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