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"IL GIOVANE CRIMINALE" di Jean GenetConvivere con le sbarredi Matteo Signa Nell’ambito della rassegna “Teatro e carcere 07/08”, il Teatro Libero di Rebibbia si impossessa di un opera di Jean Genet dal titolo “Il giovane criminale”.
"Il giovane criminale" venne commissionato al noto scrittore Jean Genet nel 1948 dalla Radio francese ma non venne mai portato sul palcoscenico. Nello spettacolo in scena al Piccolo Eliseo di Roma, il testo viene interpretao da Sasà Striano, un ex-criminale che ha trovato nell’arte il suo personale riscatto. Grazie alla sua intensa rilettura, capiamo come Genet voglia realmente indagare la natura del criminale facendo appello al fascino magnetico del male, dell’avventura e della pigrizia. Il suo intento è quello di dare voce a chi non riesce ad averla. Non è un gratuito lamento ma un vero canto di gloria. Per tutta la durata dello spettacolo, si cerca di avvicinare il mondo paradossale del carcere a chi non ci ha mai messo piede, smontando i pregiudizi attraverso un tono sfrontato e diretto. Alle volte, l’adattamento fa emergere una leggere insofferenza verso l’inattualità del sistema carcerario, la sua difficile, incompatibile collocazione nell’atmosfera morale, culturale dei nostri tempi. Il carcere oggi è anacronistico, superato oltre che negativo, dannoso. Il suo aspetto è più quello di un riformatorio. La rappresentazione ha la forza di far sentire escluso ed emarginato lo spettatore. Il distacco di quest’ultimo nei confronti del mondo parallelo al nostro è così forte da farci scoprire (come fosse la prima volta) le privazioni così lunghe ed estenuanti del detenuto da esaurirlo in quanto persona capace di pensieri e sentimenti. Si riduce soltanto al suo corpo, alla sola materia di esso ed alla sua durata in quanto tale. La provocazione è molteplice. Non solo viene rivendicato l’eroismo di chi trasgredisce la legge ma anche sottolineata la difficoltà di convivere con un ruolo doppio. Il criminale vive da sempre un profondo conflitto tra la maschera che gli viene affidata dalla società e quella che deve portare in quanto galeotto. “Per poter giudicare - scrive Genet - bisogna innanzitutto essere stati colpevoli e condannati". Per questi motivi, nessuno può interpretare meglio di un ex-galeotto, esperto del dolore carcerario, la parte di un giovane criminale. Piccolo Eliseo Patroni Griffi dal 4 al 9 dicembre 2007 "Il giovane criminale" di Jean Genet con Sasà Striano, Benneth Emenike, Fabione Rizzuto e Renato Rotondi adattamento e regia Fabio Cavalli
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