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IL PRESIDENTE DELLA BIENNALE DI VENEZIA E ISMAEL IVO PRESENTANO IL PROGRAMMA DELLA BIENNALE DANZA 2010Il nuovo programma della Biennale Danzadi Giacomo Botteri Si sono intrecciate le varie piattaforme artistico-filosofiche del Festival internazionale Danza 2010 di Venezia, presentate a Ca’ Giustinian venerdì 15 gennaio da Paolo Baratta, presidente della Biennale e da Ismael Ivo, nuovamente e meritatamente alla ribalta come direttore artistico.
Ambedue confluivano nel lanciare il festival come movimento di ricerca, di ripensamento della danza come momento di confronto con ogni realtà socio-ambientale prossima e lontana. Nucleo portante è l’articolazione del gruppo “Arsenale della Danza”, centro di alta formazione della danza contemporanea e spazio polifunzionale di produzione artistica, un cantiere di lavoro cioè aperto al rapporto tra la danza e le altre discipline. Questo gruppo comprende ventidue danzatori fra i 18 –29 anni di cui nove stranieri. Il loro motto è “Engage yourself” : buttati all’interno e al di fuori di te stesso, impegnati, sei tu che usi il maestro, sai cosa trarre da lui. La maieutica del maestro si adegua a questo motto trasformando in ricchezza inventiva l’apporto del discepolo. Questo laboratorio si sviluppa entro le finalità del Festival come evoluzione e contaminazione del binomio arti – danza, progettazione e realizzazione del dialogo con l’ambiente. Questa possibilità di approfondire le proprie conoscenze e ampliare ogni interesse si personifica nell’ “Open doors”, vale a dire il contatto dei protagonisti dell’Arsenale danza con scuole d’arte diverse (padovane,pavesi, fiorentine) e con il pubblico stesso pescato nelle consuetudini della vita cittadina e paesana (mercati, fabbriche, centri culturali ecc.)in modo da affacciarsi, vivendone l’emotività,sulla vita socioculturale odierna, ottenendo reciproche interferenze innovative. Ai 22 danzatori si affiancheranno 12 studenti dell’Università IUAV di Venezia provenienti dalle varie facoltà di arti visive,architettura, scienze del teatro ecc. Il 26 maggio prossimo presso il teatro alle Tese assisteremo alla creazione coreografica di Ismael Ivo dal titolo “Aria”, che aprirà il Festival. Tale performance si ispira al tema dell’aria, al respiro, come sorgente di movimento, al rapporto aria-polmoni nella funzione di visibilizzare l’invisibile. L’aria per Ivo è una presenza impalpabile, un gioco di desideri invisibili e di visibili emozioni. Ivo corona questo festival con un titolo dalla cacciagione metaforica : “capturing emotions”, catturare i fantasmi dell’emozione, individuare il miracolo di trovarne le forme fisiche per ampliare la variabilità del sogno umano di creare nuove strade artistiche. Quest’anno si allargano vieppiù le aree geografiche e culturali invitate : quella del Canadà e Quebec da una parte, dell’Australia e della Nuova Zelanda dall’altra, affiancando nomi consolidati come quelli di Marie Chouinard e dei Grand Ballets Canadiens de Montreal a quelli di nuovissime leve –per l’Europa – come le giovani formazioni dei Kidd o dei Chunky Move. Ai danzatori di questi continenti si alternano quelli degli Stati Uniti d’America. Altra novità è l’introduzione della “Marathon of trhe Unexpected”,,uno spazio concentrato nell’arco di un’unica giornata in cui svariate compagnie selezionate si esibiranno in performance di non più di 15 minuti portando nuove idee. Info:
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