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"IL TROVATORE – GIUSEPPE VERDI"El trobador ritorna a casadi Elisa De Marchi Si sono appena concluse le repliche del Trovatore, rappresentato al Gran Teatre del Liceu di Barcellona; una scelta particolarmente felice e gradita al pubblico, con la quale si festeggiano i primi dieci anni dall’apertura, dopo il terribile incendio che devastò il teatro nel 1994.
Il Liceu, fondato nel 1847 sulla celebre Rambla, è un centro culturale e artistico in continuo fermento e uno dei massimi simboli della città. E’ inoltre il teatro più antico di Barcellona, e vanta un’attività continuativa e intensa, che nemmeno l’incendio ha potuto fermare. Il popolare dramma in quattro atti, su libretto di Salvatore Cammarano, si basa sull’opera omonima di Antonio García Gutiérrez, drammaturgo e poeta, grande rappresentante del Romanticismo spagnolo. All’interno dell’opera, quindi, nomi e riferimenti alla cultura catalana strizzano l’occhio al pubblico del Liceu, composto soprattutto da barcellonesi. Ambientata nella Spagna del 1431, nel clima feroce della guerra civile, la vicenda del trobador Manrico è dominata da intensi contrasti drammatici e dal continuo ripetersi di simboli e metafore: ogni gesto e ogni parola conducono verso l’inevitabile tragedia, che il Fato ha già scritto e che l’uomo non può cambiare. Il destino ineluttabile è stato cantato con passione da un cast prevalentemente italiano; bravissimi Giuseppe Gipali e Maria Pia Piscitelli (Manrico e Leonora), straordinaria la Azucena di Elena Manistina, che ha interpretato magistralmente le sfaccettature e le contraddizioni del personaggio. Un meritato successo anche per Juan Jesús Rodriguez (Conte di Luna), che aveva già debuttato al Liceu con la Turandot di Puccini, conquistando il pubblico e diventandone il beniamino. Minimaliste e un po’ monotone le scenografie di William Orlandi. Ottima invece l’esecuzione dell’orchestra, numerosa e perfettamente affiatata, diretta dalla bacchetta decisa di Marco Armiliato. Lunghi applausi hanno premiato i passaggi più famosi: il coro degli zingari, la funebre canzone di Azucena, il drammatico “Prima che d’altri vivere”. Questa storia d’odio e di vendetta, in cui all’amore tocca una ben misera fine, è interamente giocata sul personaggio della zingara; sanguinaria e spietata, non esita a sacrificare suo figlio: è una novella Medea predestinata all’omicidio. Nel secondo atto canta “Strana pietà”: lei, infatti, non la contempla. Il figlio, riconoscente e affettuoso, lotta invano per difendere la madre; a lei, invece, è concessa la pazzia. Il Trovatore - Personaggi e interpreti: Conte di Luna: Juan Jesús Rodriguez – Leonora: Maria Pia Piscitelli – Azucena: Elena Manistina – Manrico: Giuseppe Gipali – Ferrando: Stefano Palatchi – Ines: Alba Bosch – Ruiz: Vincenç Esteve Madrid – Uno zingaro: Ramon Grau – Messaggero: Florenci Puig – Maestro concertatore e direttore: Marco Armiliato – regia: Gilbert Deflo – scene e costumi: William Orlandi – coreografia: Berta Vallribera – light designer: Joël Hourbeigt – Orchestra e Coro del Gran Teatre del Liceu – maestro del Coro: José Luis Basso – durata: 2 h 45 minuti
www.liceubarcelona.cat
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