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IL VIAGGIO TERMINA NEL “WEST”A Milano l’ultima produzione di Fanny & Alexander sul Mago di Ozdi Andrea Massironi Dopo i dieci spettacoli che la compagnia Fanny & Alexander ha dedicato al Mago di Oz, il viaggio si conclude: West è infatti l’estremo dei punti cardinali visitato dalla protagonista del celebre romanzo di L. Frank Baum.
Doroty ha cinquantadue anni, non ha paura di nulla e deve fare una domanda: così comincia lo spettacolo, un monologo che a poco a poco si aggroviglia, con frasi che si fanno sempre più frammentarie e piccoli gesti eseguiti a scatti e ripetuti continuamente. In questo modo, la protagonista si trasforma in qualcosa di più simile ad una macchina fuori controllo piuttosto che ad un corpo umano. West è un testo capace di generare un senso di claustrofobia che attiva nel pubblico un conflitto tra attrazione e repulsione. Ambientato in un occidente che vede i suoi valori galleggiare alla deriva, il testo proposto dalla compagnia ravennate Fanny & Alexander prende ispirazione dal celebre romanzo per ragazzi, ma si sviluppa in maniera completamente originale. La messinscena si trasforma in un feroce attacco contro la manipolazione della mente ad opera del linguaggio pubblicitario, strega cattiva dell’età contemporanea. Nelle intenzioni degli ideatori Luigi de Angelis e Chiara Lagani, lo spettatore diventa un consumatore sottoposto a continui stimoli e alle “trame sottili di una persuasione occulta, prigioniero e allo stesso tempo scalatore della gabbia in cui è stato calato”. La scena è evocativa: uno spazio nero rinchiuso tra quattro righe bianche ricorda un ring per pugili, mentre luci come quelle di uno studio fotografico illuminano un tavolo in legno grezzo e una sedia dove la protagonista rimane seduta durante tutta la prima parte dello spettacolo. Francesca Mazza è bravissima nell’impersonare Doroty, personaggio credibile e interessante da un punto di vista tanto estetico quanto umano. Le musiche creano un tappeto sonoro in grado di valorizzare le varie fasi della rappresentazione e accompagnare in modo efficace lo spettatore nel labirinto di sensazioni che di volta in volta si manifestano in lui. Impeccabile per tutta la prima parte, West appare verso il finale eccessivamente ridondante e il lavoro di ricerca effettuato sul linguaggio, all’inizio efficace ed emotivamente intenso, rischia di scivolare in un manierismo fine a se stesso. Nel complesso, tuttavia, lo spettacolo diretto da Luigi de Angelis rimane un interessante lavoro di ricerca artistica e di riflessione sociale, ma contemporaneamente un’opera ricca di poesia. West al Teatro I dal 13 al 21 novembre 2010 ideazione Luigi de Angelis e Chiara Lagani, regia di Luigi de Angelis, interprete Francesca Mazza durata: 60 minuti
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