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"IL VUOTO" DI FRANCO BATTIATOIl percorso ascendente del musicista sicilianodi Elena Oselladore “Il vuoto” è il nuovo album di Franco Battiato. Nove canzoni per trentatré minuti di disco, in cui si condensano tematiche e musiche che caratterizzano da sempre il cantautore. Battiato procede per la sua strada lastricata da sperimentazioni, giochi di parole, rimandi, per comporre un mosaico che alla fine mostra parte del suo percorso verso zone più elevate.
Le sonorità care al musicista ci sono tutte, dall’elettronica,“The Game is over”, alla classica, “Era l’inizio della primavera”, e anche i temi spaziano dal rapporto di coppia di “I giorni della monotonia”, al senso di vuoto (o vuoto di senso?) della traccia che dà il titolo all’album, per giungere all’eterea “Niente è come sembra” e alla sublimazione della realtà di “Stati di gioia”.
I collaboratori di Battiato e le partecipazioni al disco sono le più svariate: la Royal Philarmonic Orchestra, Carlo Guaitoli, gli FSC (band che ha già collaborato al lavoro precedente e che ora andrà a Sanremo), il filosofo Manlio Sgalambro, le MAB (band punk-rock sarda trapiantata a Londra declinata al femminile). Battiato gioca con i collaboratori come un pittore farebbe con i colori della sua tavolozza, mescola, sfuma, riorganizza per cercare il suo suono, che pur non avendo un modo di essere preciso, è inconfondibilmente il suo.
“Il vuoto” è un album complesso, non facile al primo ascolto, ma che ti lascia dentro qualcosa, un seme, che negli ascolti successivi germoglia. A parte “Il vuoto”, il primo singolo estratto, le altre canzoni non appaiono particolarmente radiofoniche, ma proprio in questo sta la loro capacità di incuriosire l’ascoltatore che non vuole fermarsi alla superficie. Le nove tracce si seguono come tappe di un cammino verso una maggiore consapevolezza, si parte da “Il vuoto” e si arriva a “Stati di gioia”, e nel percorso c’è spazio anche per fermarsi ad ascoltare Tchaikovsky (“Era l’inizio della primavera”).
Si tratta di un album delicato, che non aggredisce chi lo ascolta e non lo illude, che lascia il tempo di concentrarsi sui suoi suoni e sulle sue parole e di pensare. Franco Battiato non vuole compiacere il pubblico, per fortuna. Proprio per questo riesce a creare una sua dimensione in cui il pubblico può decidere di entrare oppure no. Una dimensione, non solo musicale, rarefatta, fatta di silenzio e vuoto in cui intraprendere un proprio percorso ascendente al riparo dalla mediocrità.
Il Vuoto tracklist Il vuoto I giorni della monotonia Aspettando l’estate Niente ècome sembra Tiepido Aprile The Game is over Era l’inizio della primavera Io chi sono? Stati di gioia www.battiato.it
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