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INCA: Origine e misteri delle civiltà dell’oroIn mostra a Bresciadi Saverio Simi De Burgis Un inedito taglio antropologico e aperto a culture diverse, inaugura una nuova stagione espositiva a Brescia
Una mostra davvero inedita e originale quella tuttora visitabile a Brescia presso il complesso del Museo di Santa Giulia. L’originalità non consiste soltanto nella scelta del soggetto dedicata alle poco conosciute civiltà dell’antico Perù, ma si evidenzia soprattutto nel taglio della proposta delineata dagli specialisti del settore. Emerge un’autonomia d’indagine nell’impostazione generale e particolare della rassegna nella duplice componente divulgativa e scientifica dell’offerta al pubblico dei comuni visitatori e a quello dei più attenti conoscitori. Il merito della riuscita dell’iniziativa va assegnato ad Artematica che in tal senso, a Brescia, ha segnato una svolta rispetto alla monotona e ripetitiva serie di esposizioni dedicate all’Impressionismo, inaugurando una stagione di rassegne che con gli Inca già denota un inizio più che promettente. L’evidente taglio antropologico è ben esemplificato dalla Madonna con il Bambino, realizzata nel XVI secolo da un anonimo artista indigeno su un blocco di pietra di non notevoli dimensioni dove, però, precedentemente era raffigurato il Queatzalcoatl, il serpente piumato, una delle divinità più importanti del pantheon mesoamericano. In tal senso da parte dei curatori e in particolar modo da Paloma Carcedo de Mufarech, si è voluto sottolineare un utile aggancio al metodo comparativista inaugurato, in termini sistematici nel settore, dal celebre storico delle religioni romeno Mircea Eliade, più volte citato lungo il percorso espositivo per un’appropriata lettura simbolica dei numerosi manufatti esposti. In tutte le tradizioni arcaiche tali riferimenti non riconducono soltanto a una mera valutazione estetica, ma si ricollegano a valenze religiose e sociali strettamente connesse con la complessa e variegata natura del territorio. Su questa traccia si snoda il percorso espositivo della ricca esposizione che si può esemplificare in tre sezioni principali. Una sezione dei manufatti e utensili, nella maggior parte dei casi riconducibili agli stessi riti arcaici, provenienti dai più importanti musei peruviani. Tra le opere esposte spicca per originalità e in parte ancora di oscura interpretazione, un Quipu, uno strano agglomerato di un certo numero di cordicelle, 326 per l’esattezza, ciascuna con nodi di varia fattura e realizzati ad altezze differenti, risalente al 1450-1532, utilizzato dagli Inca, con ogni probabilità, come strumento di mnemotecnica, in qualche modo analogo a quello concepito contemporaneamente in Europa da Giulio Camillo Delminio nel suo teatro della memoria. Una seconda sezione, denominata Plus ultra, con opere di soggetti religiosi cristiani realizzati in rapporti analogici con le precedenti credenze tra gli inizi della dominazione spagnola del XVI secolo e il XIX secolo. Il periodo risulta estremamente rilevante per evidenziare uno dei casi di meticciato etnico più interessanti e rari per le mescolanze culturali di diversa provenienza. L’Allegoria della morte (Vanitas Vanitatum) di Anonimo novoispano, soggetto giocato in termini che oggi definiremmo espressionistici, ma con risvolti di carattere simbolico-naif, sembra addirittura prefigurare soluzioni successivamente adottate da un’autrice così originale e fuori dagli schemi come Frida Kahlo. L’ultima sezione comprende le preziose opere oscillanti tra il riferimento all’oro-luce-sole della antiche tradizioni arcaiche e la più recente e mai sopita stagione barocca importata dagli spagnoli e dai portoghesi, dell’artista sudamericana Olga de Amaral. Intanto possiamo goderci questa bella mostra in corso fino al 27 giugno con un pensiero, comunque, al prossimo suggestivo appuntamento bresciano dal titolo e soggetto cronologicamente trasversale, Matisse e Leonardo. Santa Giulia- Museo della Città, via dei Musei 81/bis - Brescia 25121, Brescia Orari: da lunedì a giovedì dalle 9.00 alle 19.00 - venerdì, sabato e domenica dalle 9.00 alle 20.00; il servizio di biglietteria termina un’ora prima della chiusura della mostra. Aperture speciali 5 aprile 2010 (lunedì dell’Angelo) ore 9.00 – 20.00. Chiusure straordinarie: 24, 25, 31 dicembre 2009. Info e prenotazioni: Numero verde 800 775083.
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