Incontro con Federica Ronchi dell’associazione Laminarie

Una conversazione sul progetto bolognese che ha vinto il premio Speciale Ubu 2012

Al termine dell’incontro con Cesare Ronconi che si è tenuto presso il DOM – Cupola del Pilastro Martedì 12 marzo, abbiamo brevemente conversato con Federica Rocchi che lavora presso il gruppo Laminarie, l’associazione che gestisce lo spazio.

Abbiamo scelto di pubblicare la conversazione perché è stata molto piacevole e perché rappresenta una testimonianza del coraggio di questo gruppo teatrale che ha saputo portare avanti le proprie idee e i propri progetti, malgrado un budget economico molto contenuto e qualche imprevisto, rilanciando di fronte ad ogni difficiltà.

Qui di seguito un piccolo riassunto

L’associazione Laminarie è nata nel 1994 da un’idea di Bruna Gambarelli e Febo del Zozzo. Ha sempre lavorato a Bologna prestando fin dall’inizio attenzione a contaminare le proprie produzioni con diversi linguaggi; i primi dieci anni di attività sono stati caratterizzati dal dialogo che è stato intessuto con l’architettura e le arti visive. Sono stati realizzati molti spettacoli sia per un pubblico adulto che per i bambini.

Nel 2009 l’associazione ha deciso di partecipare al bando di concorso per ottenere lo spazio DOM nel quartiere del Pilastro, e ha vinto. Lo spazio, appartenente alla scuola vicina, non veniva più utilizzato da quasi 20 anni, quando riusciva ancora a rappresentare un centro di aggregazione per gli abitanti del quartiere. Il Pilastro è una delle zone più popolari di Bologna ad alta concetrazioni di stranieri; nella scuola affianco al teatro l’83% di alunni non è di origine italiana. La sfida di radicarsi in un luogo così particolare era difficile ma allo stesso tempo affascinante. Il gruppo ha scelto di aprirsi al quartiere, donando il proprio spazio alle associazioni della zona (per la maggior parte senza sede) ed organizzando iniziative volte a coinvolgere i ragazzi: laboratori teatrali e di scenografia, nonchè il festival di arti contemporanee Omphalos che si svolge ogni estate. La relazione con il quartiere ha premiato: oltre a diventare un punto di riferimento per gli abitanti, è stato anche grazia al loro supporto che l’Associazione ha trovato la forza di rimanere e di non rinunciare allo spazio. Poco dopo l’insediamento infatti, appena terminata la faticosa risistemazione dell’edificio, ormai in disuso, la giunta comunale è caduta, al suo posto un governo commissariato che ha amministrato Bologna per un anno e mezzo. Il Comune, dovendo concentrarsi nella gestione di altre pratiche ha lasciato così in secondo piano il dialogo con le piccole realtà culturali della città. Il costo delle spese vive del teatro, molto elevato per una associazione come Laminarie, è diventato insostenibile senza l’aiuto pubblico. L’associazione ha deciso così di chiedere un po’ di visibilità attraverso una petizione volta a raccogliere il sostegno della popolazione del quartiere Pilastro che, in pochi giorni, ha risposto in massa donando quasi mille firme e raccogliendo una somma di denaro non bastevole per pagare le spese, ma sufficiente al gruppo per trovare il coraggio di continuare.

Con l’insediamento della nuova giunta è stato riallicciato il dialogo con l’assessorato alla cultura e Laminarie ha ottenuto un contributo comunale per le spese vive, potendo così finalmente dedicare del tempo ad una nuova produzione teatrale, avendo cioè finalmente del tempo a disposizione per praticare il mestiere percui l’associzione è nata. Al centro del nuovo lavoro la figura di Costantin Brancusi; la speranza del gruppo è quella di poter compiere in estate una tournée dalla Romania a Parigi con il nuovo spettacolo. Contemporaneamente è stata pubblicata il quarto numero della rivista “Ampio raggio” un piccolo magazine autoprodotto.

Ma il tempo di rilassarsi non è ancora arrivato: “A giugno scade la convenzione che abbiamo per gestire questo spazio” Ci dice Federica con la figlia Ada di un anno che le sbrodola addosso. “…Speriamo bene”

www.laminarie.it