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"INNAMORARSI A MANHATTAN" DI MARK LEVINL’amore ai tempi della Meladi Carlo Dutto Manhattan non è bloccata al ricordo dell’Undici settembre, ma vive e respira come una grande anima conciliante. Un luogo che è scenografia naturale per lo sbocciare del primo amore, come accade a Gabe, un timido ma sveglio undicenne orgoglioso d’essere newyorkese. Una commedia divertente, fresca e intelligente, che racconta con garbo e realismo gli sconvolgimenti del primo amore. Fanno capolino Woody Allen e la commedia sofisticata in un esordio tutto da scoprire.
Il primo amore è quel leggero dolore alla bocca dello stomaco, quella spinta al coraggio altrimenti impossibile, quel sentimento inedito che riscrive la geografia delle proprie certezze, quel ceffone in pieno volto che sottolinea il primo bacio. Il primo amore è quello che vive, in un uragano di emozioni, l’undicenne Gabe, il quale vive parallelamente lo sconquasso sentimentale personale con la vita da separati in casa dei genitori. Gabe (il divertente Josh Hutcherson, già in Polar Express) ha la bella idea di innamorarsi di Rosemary Telesco, ricchissima figlia di una coppia di sceneggiatori di sit-com televisive, una bambina abituata alla tata a vita e a ogni tipo di svago possibile nella Grande Mela del tempo libero. L’undicenne pieno di iniziative si iscriverà a karate, inizierà a colonizzare il telefono di casa, a preoccuparsi del vestiario, a sentire i morsi della gelosia, a soffrire al pensiero del campo estivo e della futura scuola privata di Rosemary. Cambierà il rapporto con i suoi genitori e le domande da porre, si sentirà cresciuto nel rapportarsi con il mondo adulto e svuotato nei momenti di delusione amorosa. Il pensiero alla tradizione della commedia sofisticata e ai dialoghi alleniani scivola naturalmente durante la piacevole oretta e mezza. Un film che si avvale di un cast molto affiatato, attori adulti e bambini che evitano le smorfie eccessive da serie televisiva, ormai regola d’oro per ogni commedia newyorkese. L’esordiente regista Mark Levin, compagno nella vita della sceneggiatrice, dirige con mano leggera e ben calibrata, coniugando abilmente dialoghi frizzanti e realisticamente divertenti con scenografie “naturali” della celebre città-nella-città che è Manhattan. Non scade nel ridicolo adottando il punto di vista di un undicenne, riversando su di lui azioni e parole “adulte” che rendono l’immedesimazione dello spettatore più semplice e alzano il target della visione a un pubblico non solo giovane. Non mancano per questo mosse “furbette”, in primis la scelta di utilizzare la voce off da narratore onnisciente dello stesso Gabe, che racconta a ritroso la propria storia d’amore e risulta un abile espediente per economizzare sullo schermo azioni e spiegazioni. Il titolo italiano appioppato al film non rende giustizia a Little Manhattan, facendolo sembrare una delle solite commediole destinate ai giovanissimi. Il film invece diverte e scorre leggero, risultando un atto d’amore verso la Grande Mela e la sua anima, con una scenografia di un quartiere misto di modernità angosciante e un ottocentesco abbraccio conciliante. Una città dove ogni sogno è possibile e l’amore sboccia naturale a Central Park. Basta avere tanti soldi, un appartamento nell’Upper West Side, una giornata piena di costosi impegni… Innamorarsi a Manhattan Titolo originale: Little Manhattan Regia: Mark Levin Sceneggiatura: Jennifer Flackett Fotografia: Tim Orr Montaggio: Alan Edward Bell Scenografie: Stuart Wurtzel Musiche originali: Chad Fisher Cast: Josh Hutcherson, Charlie Ray, Bradley Whitford, Cynthia Nixon, Willie Garson, Tonye Patano, Mike Chat Alex Trebek, Loston Harris, Josh Pais Produttori: Gavin Polone, Arnon Milchan, Vivian Cannon per La Pariah/ New Regency Distribuzione: 20th Century Fox Nazione: Usa Anno: 2005 Durata: 84 min. Sito internet originale: www.littlemanhattan.com Uscita: 28 luglio 2006 (cinema)
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