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INTIMATE CONVERSATIONIn conversazione tra cold jazz e bluesdi Livia Bidoli Le 14 tracce della voce di Marilena Paradisi, si insinuano come serpenti nell’orecchio dell’ascoltatore: sono suadenti, sinuose, sibilano perfezione tecnica ed un’interpretazione fredda e sensuale, trascinante.
Marilena Paradisi è cantante, compositrice, arrangiatrice, ha studiato piano classico e canto lirico ed insegna alle nuove leve del jazz un cantato vivace ma molto preciso, di complicità neutra con i suoni. Tra i migliori nuovi talenti jazz nel Top Jazz 2002 indetto dalla rivista di settore “Musica Jazz”, ha conquistato il mercato americano col suo primo cd “I’ll be the same”, edito dalla Philology nel giugno 2002, e con la partecipazione di Eliot Zigmund, Pietro Leveratto e Paolo Tombolesi.
La Abeat Records (distr. IRD) ha pubblicato il suo secondo CD “Intimate Conversation”, in duo con il contrabbassista Pietro Leveratto: nel cd si sentono influenze di un jazz freddo (non tanto free e lontano da Lee Konitz) ritmato da un’improvvisazione molto studiata, quasi un dialogo calmo, a senso alternato, tra double bass e voce. Il pizzicato di Leveratto è evidente in particolare in brani come “Where Flamingos fly” e “You must believe in spring”, percorrendo tutto l’album con suoni più o meno densi, eppur sempre pieni. “Left alone” ha l’afflato di voci antiche, come quella di Ella Fitzgerald in “Porgy & Bess”, con gli acuti recitati e sussurrati alla “Buzzard song”. “Isn’t it romantic” rievoca i tipici fraseggi degli anni ’20, e “Sunny gets the blues” scava finalmente nella profondità della voce, conferendole quel tono denso che in “How did he look” appare leggermente più sottile. Nel complesso un album curato, nei dettagli sia del basso che della voce e che, addentrandosi nelle vene profonde del jazz, ne esplora l’intimo e autentico anelito di esaltazione nel pathos.
Sicuramente i seminari di canto e improvvisazione vocale con Bob Stoloff, Mark Murphy, Barry Harris, Sheila Jordan, e Garrison Fewell, si notano anche in questa seconda prova interpretativa di Marilena Paradisi, ed i vari festival hanno gettato un’impronta sul suo cantato, diretto ora verso uno stilismo originale nel suo procedere libero.
Molto presente nelle rassegne di jazz locali e nazionali, ha collaborato con Scott Reeves, Mauro Battisti, Francesco Puglisi, Jim Ridl, Yaaki Levi, Howard Britz e tanti altri. Tra i festival citiamo: Acuto Jazz, Segni Jazz, The first Swing Festival, Jazz’n Spirits, Estate in IX, Improvvisando, Artena 99. Alcune trasmissioni televisive e radiofoniche (Radio RAI 3, Radio Città Futura) l’hanno accolta come solista o con il suo quartetto.
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