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"Iago" di Volfango De BiasiDimenticatevi Shakespearedi Ilaria Falcone "Il buon nome, mio caro signore, sia per l’uomo che per la donna, è la gemma più preziosa dell’anima. Se uno mi ruba la borsa, mi ruba una cosa che sì certo ha valore, ma in fondo senza grande importanza: il denaro era mio, ora è suo, come prima era stato di mille altri. Chi invece ruba il mio buon nome, mi porta via una cosa che non fa ricco lui, ma impoverisce me”. Così scrive un “certo” William Shakespeare nell’“Otello”, dove protagonista è “la beffa maligna, che volge in tragedia”. Bene, dimentichiamoci di Shakespeare.
Perché qui ci troviamo a conoscere una nuova opera, non solo cinematografica, ma anche letteraria (edita da Mondadori), lo Iago del regista Volfango De Biasi, in cui la fitta trama psicologica della accesa passione, dei violenti dubbi e della straziante catastrofe finale, come il grande poeta aveva composto, si sgretola. E sopraggiunge acuto e sordo, come un fitta allo stomaco o un brivido agghiacciante, il prospettare un’orda di teenager invadere le librerie e chiedere lo Iago di De Biasi se va bene, lo Iago di Shakespeare nei casi peggiori. Iago si pone come un riadattamento postmoderno dell’Otello, una variazione pop, che vira verso la commedia (e subito si sente uno stridere, come una puntina che graffia il disco). Quel che sembra è che De Biasi, usurpando i nomi dei protagonisti alla tragedia shakespeariana, abbia architettato una storia inconsistente, alla ricerca di uno stile preciso e precipitoso tra l’aulico e il college movie, ottenendo un risultato contrastante nel suo procedere incoerentemente verso una fine dal retrogusto di sgomento comico. Ma veniamo a questo film, opera seconda di Volfango De Biasi, dopo Come tu mi vuoi, del 2007. Il regista torna a dirigere Nicolas Vaporidis, che dona al suo Iago, brillante e talentuoso studente di Architettura dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, un’interpretazione da Notte prima degli esami. Iago si innamora di Desdemona (la puntina graffia di nuovo il disco), interpretata da una vezzosa, ma mono espressiva, Laura Chiatti. Iago vuole apparire, (“Io non sono ciò che sono” - dice nell’Otello), si vanta, giustamente, del suo talento, desidera ardentemente emergere. Il duro lavoro di Iago, per ottenere un prestigioso incarico alla Biennale, è soppiantato dal figlio di un amico francese del rettore Brabanzio (Gabriele Lavia). Il giovane francese, si chiama Otello Morò (Aurelien Gaya)) – e qui la puntina sul giradischi comincia a saltare -. Otello arresta, involontariamente, l’ambizione di Iago, e gli porta via la donna di cui si è invaghito. Il giovane elabora un sordido piano per rovinare Otello, distruggere la sua amicizia con Cassio (Fabio Ghidoni) e avere Desdemona, facendola ingelosire, tra l’altro, con la sua amica Emilia (la puntina sul giradischi è definitivamente saltata). In questa quadriglia va riconosciuta la bravura di due comprimari, che emergono con disinvoltura e professionalità: Lorenzo Gleijeses (vincitore del premio Ubu del 2006), che interpreta Roderigo e Giulia Steigerwalt, che presta il suo volto a Emilia. Iago è una storia a sé stante, nella quale si rimescolano con ammirevole facilità le carte, della gelosia e della passione. Regna l’approssimazione, i “cattivi” lo sono, in fin dei conti, per delle giuste cause, i “buoni” sono dei rammolliti, le donne sembrano solo “divertirsi”. Omettendo i commenti sul cognome di Otello e non volendo, per timore di quello che si troverebbe, cercare una risposta alla domanda “perché stravolgere una tragedia per alleggerirla in commediola?”, siamo di fronte a una pellicola irritante, che si nasconde dietro l’eccelsa fama di Shakespeare per creare e imbastire un film giovanilistico, un “chick movie”, che sguaina, senza brandire, la spada dei sentimenti. Già nel 2001, il regista Tim Blake Nelson aveva portato sul grande schermo una lettura in chiave moderna di questa piéce teatrale, O - Come Otello, con Josh Hartnett; film senza vergogna e certo banale, che aveva messo in scena il dramma su un campo da basket, tuttavia rispettandone, quanto meno con ossequio, la struttura e, parzialmente, i dialoghi. E sarebbe opportuno, se non addirittura doveroso, che sia messo al bando qualsiasi paragone con il nobile Romeo + Giulietta di Baz Luhrmann. Titolo originale: Iago Nazione: Italia Anno: 2009 Genere: Drammatico Durata: 100’ Regia: Volfango De Biasi Cast: Nicolas Vaporidis, Laura Chiatti, Giulia Steigerwalt, Gabriele Lavia, Fabio Ghidoni, Luana Rossetti, Lorenzo Gleijeses Produzione: Ideacinema Distribuzione: Medusa Data di uscita: 27 Febbraio 2009 (cinema)
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