“Iki Cizgi (Two lines)” di Selim Evci

Incomunicare

Se la Mostra del Cinema di Venezia necessitasse di un tema trasversale alle varie sezioni e rassegne parallele, quest’anno si dovrebbe parlare di una selezione consacrata al racconto della desolazione spirituale e materiale.

Iki Cizgi (Two Lines) dell’esordiente regista turco Selim Evci, rientra tra quei titoli che più direttamente rientrerebbero nell’ideale rubrica di cui si è detto: storia di una coppia di Istanbul il cui rapporto è minato da una difficoltà di comunicazione che, lentamente, si avvia verso mutismi parossistici. Lei (Gulcin Santircioglu)attrice amante della musica classica; lui (Kaan Keskin) fotografo che preferisce frastuoni rock e voyeuristiche escursioni del suo obiettivo sulla facciata del palazzo di fronte al suo appartamento, palazzo dove si affaccia la finestra dell’abitazione di due avvenenti ragazze. L’incursione notturna di un estraneo in casa dei due innescherà il declino finale del loro rapporto, conseguente infine ad un viaggio durante il quale le parole, lentamente, vengono meno o si prestano meramente a monologhi giustapposti privi d’interrelazioni.

Il tema di Two Lines è sufficientemente chiaro: il problema dell’alterità, della comunicazione con un prossimo destinato a rimanere irresolubilmente scisso dall’individualità personale. S’inizia con un estraneo in casa (di cui non si vedrà il volto, e dal quale ci si difenderà semplicemente ignorandolo, ovvero fingendo di dormire); si finisce con il contatto che massimamente nega la reciproca comprensione, ovvero la violenza carnale. Il tutto inquadrato in una serie di riferimenti alla rappresentazione e alla teatralità dell’azione sociale (il film si apre con la messinscena in palcoscenico di un paradossale abbandono tra coniugi), che intenderebbero rafforzare e far coagulare gli spunti.

Lo svolgimento del discorso filmico, tuttavia, appare difficoltoso. Sparita la parola, i restanti significati filmici compongono un quadro dell’incomunicabilità certo evidente quanto frammentario, incapace di imporsi all’attenzione in maniera coerente. Le premesse e gli sviluppi del mutismo e dell’impossibilità di relazione vengono estenuati da sequenze tra loro scollegate, lunghissimi silenzi, inquadrature a macchina fissa il cui unico pregio è mostrare una dignitosa fotografia ed un ritratto spesso luminoso del paesaggio turco. Come la versione semplificata e mal eseguita della prima Gymnopédie di Erik Satie che suona la protagonista in una scena, Two Lines appare incompleto e sostanzialmente fallimentare nei suoi intenti: un film sull’incomunicabilità che non riesce a comunicare in maniera forte con il suo pubblico.

Titolo originale: Iki Çizgi (Due linee)
Nazione: Turchia
Anno: 2008
Genere: Drammatico
Durata: 93′
Regia: Selim Evci
Sito ufficiale:
Cast: Gülcin Santirc?og(lu, Kaan Keskin
Produzione: Evci Film Production Company
Distribuzione:
Data di uscita: Venezia 2008