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Il Festival della Letteratura parte con Giordano e un comizio sull’eternitàAl via il Festival della Letteraturadi Bruna Alasia (Mantova). Prima che il festival della letteratura inizi un furgoncino con altoparlante percorre il centro storico, suona una musichetta e chiama a raccolta i cittadini come un tempo faceva l’arrotino: “Attenzione! Accorrete al comizio sull’eternità!”. Sotto il tendone della “libreria di scambio” la gente intanto arriva con pacchi di libri usati da barattare con altri non letti.
Ma un volume nuovo, con copertina rosa confetto, si fa notare: è Il bacio d’ una morta di Carolina Invernizio. Ristampato per il festivaletteratura viene venduto a offerta libera o anche regalato. Fa parte della collana “Qui comincia la lettura” che ogni edizione del festival arricchisce di un nuovo titolo, quello della Invernizio è il quarto. In Piazza Erbe alle 16.30 il sindaco Fiorenza Brioni, il presidente di provincia Maurizio Fontanili e di regione Massimo Zanello, i fondatori e organizzatori della manifestazione, puntualissimi, varano la dodicesima, duecentoventicinque incontri con duecento autori, ringraziando in particolare i volontari, quelli con le camicie blu, senza i quali festivaletteratura non esisterebbe. Quello sull’eternità è davvero un comizio: considerati i gravi problemi che affliggono il nostro pianeta, festivaletteratura invita i massimi letterati di tutti i tempi a pronunciarsi, attraverso la voce di colleghi viventi, con un’orazione di alto profilo civile e morale, che sia di riflessione anche per la realtà odierna. Si inizia con Louis Auguste Blanqui, (1805-1881, una vita votata alla causa del proletariato costatagli trentaquattro anni di carcere e due condanne a morte) per voce di Antonio Moresco davanti a una piazza piena e attenta: “L’avvenire vedrà su miliardi di terre ancora le insipienze, le stoltezze, le crudeltà delle nostre antiche epoche…” Di Louis Auguste Blanqui oggi si pubblicano cinquecento pagine di scritti e materiali. In ogni angolo del centro storico si svolgono analoghe iniziative. Lunghissime fila davanti ai cinema e ai teatri con spettacoli del festivaletteratura. Ma il piatto forte è verso sera con il dibattito “Le distanze degli adolescenti” tenuto da Paolo Giordano, venticinquenne, scrittore e traduttore, vincitore del Premio Strega con La solitudine dei numeri primi, assieme a Vincenzo Latronico, ventitreenne, premiato con il “Giuseppe Berto” per Ginnastica e rivoluzione. Di fronte a una foltissima platea di coetanei i due autori hanno affrontato il tema della “narrazione generazionale”, raccontando del personale approccio alla scrittura e alla vita. Molte domande, battimani, battute, risate. I giovani di Mantova sono anticonformisti: amano i libri e il festival sembra fatto per loro.
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