“Il Mundial Dimenticato” di Lorenzo Gaezella e Filippo Macelloni

Il segreto è nel ricordo

Più che un semplice documentario sportivo, il film di Lorenzo Garzella e Filippo Macelloni, già autori brillanti di Rimet – L’incredibile storia della Coppa del Mondo (2010), è un viaggio entusiasmante nel cuore della Patagonia di ieri e di oggi che svela un sentimento agonistico genuino e patriottico ormai sconosciuto al mondo del calcio globalizzato e mercificato di oggi.

Un sentimento difeso con orgoglio nazionale e sportivo da 12 squadre rappresentative di altrettanti Paesi, schierate in campo dal delirante e visionario Conte Otz deciso ad organizzare a tutti i costi quei Mondiali di calcio che la guerra in corso fece saltare per due edizioni. Tanto che, nel leggendario campionato del 1942 giocato in Patagonia, alle squadre ufficiali dei Paesi in competizione si sostituirono altrettante squadre composte non da giocatori professionisti ma da immigrati. Operai, minatori, ingegneri, militari e pescatori, esiliati e rivoluzionari in fuga, giunti in America del Sud da ogni parte del mondo per costruire un’importante diga in mezzo al deserto.

Come racconta Antonio Battilocchi, a sua volta immigrato e giocatore della “Nazionale” azzurra del 1942, al fianco di due soli professionisti ingaggiati con una colletta dalla comunità italiana: Puricelli e Bernini, ovvero il “toro” e il “pavone”. Ma Il Mundial dimenticato è ancora qualcosa di più. Un viaggio indietro nel tempo, nella storia delle nazioni e degli uomini, reso possibile dalle invenzioni di un personaggio eccentrico e straordinario come Guilliermo Sandrini, ex fotografo di matrimoni e cineoperatore di provincia, di origini italiane, con la passione di inventare e sperimentare. Ingaggiato dal Conte Otz per filmare il grande evento, reinterpretando in chiave pacifista e interraziale il lavoro di Leni Riefensthal, regista del regime nazista che con il suo film sui Giochi Olimpici di Berlino del ’36 aveva già rivoluzionato il modo di ritrarre la plasticità del gesto sportivo.

Ed è proprio attraverso la figura di Sandrini, cui appartengono i resti ritrovati accanto alla preziosa cinepresa, che il documentario di Garzella e Macelloni si ammanta di fascino e curiosità. Dalle sue invenzioni sorprendentemente intuitive (il “cine-casco”, la “camera fluttuante”, la “trampilla” e la “cine-pelota”), adattate ai movimenti delle partite di calcio, al suo amore forse mai confessato per la fotografa Helena Otz, figlia del Conte e artista dell’avanguardia europea, al centro del triangolo amoroso con il soldato tedesco Klaus Kramer, mandato in Patagonia da Hitler come “infiltrato” ai campionati, e il giocatore Mapuche ricordato come la “tigre” della squadra indigena. Sport, amore e guerra, cinema e invenzione, natura e scienza fanno de Il Mundial dimenticato un piccolo gioiello di documentazione creativa, al confine con il surreale e la leggenda. Ripuntando i riflettori su una storia che ha dell’incredibile.

Titolo originale: Mundial olvidado
Nazione: Italia, Argentina
Anno: 2011
Genere: documentario, Drammatico
Durata: 95′
Regia: Lorenzo Garzella, Filippo Macelloni

Sito italiano: www.ilmundialdimenticato.it
Social network: facebook
Cast: Marcelo Alejandro Auchelli, Walter Balzarini, Wolfgang Bandorsky, Bruno Bardi, Sergio Levinsky
Produzione: Verdeoro, Docksur Producciones
Distribuzione: JP Entertainment
Data di uscita: Venezia 2011
01 Giugno 2012 (cinema)