Il “Paradiso” di Eimuntas Nekrosius

Debutta in prima mondiale al Teatro Olimpico di Vicenza

Lo spettacolo Paradiso completa il lavoro svolto dal regista lituano Eimuntas Nekrosius sul capolavoro dantesco, dopo il precedente che metteva insieme il Purgatorio e l’Inferno. La trasposizione teatrale utilizza in minima parte il testo trecentesco, seguendone ad ogni modo l’ordine evenemenziale e non tralasciando le tappe più importanti di Dante tra i cieli dell’ultima cantica della Commedia.

La messinscena è invece particolare e personalissima. Otto attori si muovono sul palco impersonando via via ruoli diversi, insieme sulla scena oltre a Dante anche una seconda figura, posizionata sotto il palco, una sorta di rappresentazione di Virgilio che supporta gli attori e assiste con partecipazione all’intero spettacolo.

Del nuovo lavoro di Nekrosius colpisce innanzitutto quella particolare impressione che riescono a trasmettere gli adattamenti teatrali o cinematografici ben riusciti; quella sensazione cioè di aver saputo cogliere l’essenza dell’opera trasposta; di essere riuscito a rappresentare, con tecniche e mezzi completamente diversi e rinunciando a seguire passo passo l’opera letteraria, quella stessa immagine del Paradiso che Dante aveva espresso con i versi, facendo coincidere l’amore per la propria donna con l’Amore assoluto percepito a contatto con la divinità.

Altro grande merito dello spettacolo è la varietà delle soluzioni stilistiche proposte che permette alle singole scene di differenziarsi nettamente una dall’altra rendendo uniche alcune immagini che rimangono scolpite nella mente dello spettatore per la potenza e la visionarietà. Un risultato che premia il metodo di lavoro scelto da Nekrosius attento a raccogliere e dare spazio all’estro e alle capacità creative di ogni attore. Una forza inventiva che si esplicita in scene grandiose, quasi sempre corali, in grado di catalizzare l’attenzione dello spettatore; sono fatte di perpetui e veloci movimenti, sono strapiene di oggetti, la relazionalità tra gli attori sul palco è strettissima; ma grande attenzione registica viene concentrata sul gesto, capace di essere ancora più incisivo delle parole dantesche. Ma è una modalità di teatro che non rinuncia a nessun mezzo espressivo e che invece ha la sua forza nell’abile interconnessione tra le arti più diverse.
La particolare struttura del Teatro Olimpico infine se da un lato condiziona pesantemente la messinscena, obbligando a rinunciare ad una tradizionale scenografia, dall’altra chiaramente garantisce soluzioni più particolari ed alla fine le continue interazioni con gli articolati sfondi palladiani diventano elementi caratterizzanti dello spettacolo.

Inizia quindi nel migliore dei modi il 65esimo ciclo di spettacoli classici al Teatro Olimpico di Vicenza, dopo la prima mondiale di Nekrosius, la rassegna, curata dallo stesso regista, prosegue il 28 settembre con “La storia di Antigone” riscritta da Alì Smith e dopo altri quattro spettacoli terminerà il 26 e il 27 ottobre con un altro spettacolo diretto da Nekrosius, il Caligula di Albert Camus.

durata 1h 30 minuti
regia Eimuntas Nekrosius
_ con rolandas kazlas eieva triskauskaité
_ e con audronis rukas marija petraviciuté simonas dovidauskas darius petrovskis vygandas vadeisa pijus ganusauskas beata tiskevic julija satkauskaité
65esimo ciclo di spettacoli classici teatro olimpico di Vicenza