Il “Premio Paulon” a Giulio Gianini

Massimo esperto della fotografia cinematografica, ha lavorato con Michelangelo Antonioni, Citto Maselli e Nelo Risi

AsoloArtFilmFestival. Sabato 12 novembre la cerimonia

Il Premio Flavia Paulon che segnala annualmente la carriera eccellente di uno studioso, di un autore o di un professionista che con il suo lavoro ha nobilitato la pratica del cinema collegato al mondo dell’arte, dopo Mario Verdone e Luciano Emmer verrà attribuito ad Asolo, durante la cerimonia di premiazione della XXIVª edizione dell’AsoloArtFilmFestival sabato 12 novembre, a Giulio Gianini.

Nato a Roma nel 1927 Gianini, diplomato in Scenografia all’Accademia di Belle Arti, abbandona gli studi di Architettura per dedicarsi alla fotografia cinematografica con particolare attenzione a nascente utilizzo del colore. Proprio a cavallo degli anni ’50, quando cominciavano a diffondersi i primi sistemi negativo-positivo, Gianini è andato ad impratichirsi in Belgio del procedimento messo a punto dalla Gevaert, diventando presto uno dei maggiori esperti italiani, chiamato spessissimo al servizio di un cinema che finalmente poteva riprodurre l’arte nella sua più precisa verosimiglianza.

Ha lavorato, inizialmente, nei film di più corto respiro con Michele Gandin (Le biccherne di Siena (1951), Codice 14.74 (1952), Guttuso pittore popolare (1953), I racconti di Orneore (1953)) con Vincenzo Lucci Chiarissi (Gli uffizi (1953), Giudizio Finale (1954)), con Valerio Zurlini (Miniature (1951)), con Luciano Emmer (Picasso (1954)).

Già nel 1951 riceve ventiquattrenne un “nastro d’argento” per la sua attività pionieristica nella fotografia a colori che vedrà presto, tra i registi che lo vogliono “in macchina” accanto a loro, anche Michelangelo Antonioni, Citto Maselli e Nelo Risi.

Dopo alcune incursioni nel mondo del lungometraggio (Tarantella napoletana di Camillo Mastrocinque, 1953, Mondo di notte n.3 di Luigi Vanzi, 1961, Il dominatore dei sette mari di Primo Zeglio, 1961) l’incontro con Emanuele Luzzati, scenografo, illustratore, ceramista ma, soprattutto, voglioso di dar vita alle sue illustrazioni.

A partire dal 1960 e dal film I paladini di Francia, il sodalizio (Luzzati che scrive e disegna i personaggi, Gianini illumina e anima) si conferma una delle voci più personali ed autentiche nel panorama mondiale del cinema a passo uno. Arrivando, nel 1965 con La gazza ladra e nel 1973 con Pulcinella, sulla soglia dell’Oscar. Partecipando sia pur in modo indiretto ad esperienze straordinarie com’è accaduto per i titoli di testa delle avventure di Brancaleone (1966-70). E portando a buon fine imprese straordinarie come, ad esempio, il mediometraggio Il flauto magico da Mozart (1978).

Gianini ha lavorato anche in coppia con altri disegnatori: nel 1967 con Folon per una breve pubblicità e, a cavallo degli anni ’80, con Leo Lionni. Schivo e introverso Giulio Gianini ha formato schiere di professionisti conducendo per anni ed anni l’insegnamento di animazione al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, e lasciandolo proprio nel momento in cui la scuola trasferiva la sua sede a Chieri.

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