“Il Vangelo secondo Pilato”

Mauri e Schmitt

Eric – Emmanuel Schmitt, filosofo, scrittore, drammaturgo, regista, diventato in una decina d’anni uno degli autori francesi più letti e più rappresentati al mondo. Per il teatro, tra le numerose opere: Il visitatore, Il libertino e Variazioni enigmatiche, quest’ultimo testo rappresentato dalla Compagnia Mauri Sturno nel 2000 e portato in tournée con grandissimo successo per due intere stagioni teatrali.

Il vangelo secondo Pilato è nato come romanzo e, dopo un eccellente successo editoriale, Schmitt ne ha fatto una versione teatrale in due parti: la prima La notte degli ulivi –ovvero Confessione di un condannato a morte la sera del suo arresto” è prologo e antefatto della seconda Il vangelo secondo Pilato.

In scena nella prima parte Glauco Mauri, nel ruolo dell’Uomo che racconta Gesù, rivive la vita del figlio di Maria attraverso il racconto di un uomo che sa di dover morire il giorno dopo.
Nella seconda parte Roberto Sturno è Ponzio Pilato, il prefetto della Giudea che alla notizia della scoperta della tomba vuota si mette sulle tracce di Gesù.
Marco Blanchi è lo scrivano Sesto al quale Pilato detta le lettere indirizzate al fratello con il resoconto delle sue indagini.
Le scene dello spettacolo, prodotto dalla Compagnia Mauri Sturno, sono di Mauro Carosi, i costumi di Odette Nicoletti e le musiche di Germano Mazzocchetti, l’adattamento del testo di Schmitt è di Glauco Mauri, anche regista, e la traduzione è di Stefania Micheli.

La notte degli ulivi e Il Vangelo secondo Pilato, due testi consacrati allo stesso mistero che si possono mettere in scena insieme o separatamente, entrambi tratti dal romanzo Il vangelo secondo Pilato edito nel 2004.
“Se ho intitolato questi due testi I miei vangeli – dice Eric-Emmanuel Schmitt – è per sottolineare che non contengono nessuna verità, né storica né teologica, solamente la mia visione molto soggettiva delle cose… In fondo tutti noi , nei quadri, nella musica, negli spettacoli o nei film, riorganizziamo gli eventi, sottolineando una cosa e omettendone un’altra. Abbiamo tutti, credenti e non, costruito un nostro quinto vangelo…”

La notte degli Ulivi
Sulla collina degli ulivi, qualche ora prima del suo arresto, Gesù si domanda come ha fatto ad arrivare fino a lì. E’ davvero il Messia? Come ha fatto a convincersene? Deve morire per questo?
Un monologo struggente che presenta una storia arciconosciuta da un punto di vista originale: é Gesù stesso che dubita e s’interroga. L’incarnazione si trova messa in discussione dalla bocca stessa dell’incarnato… Vertigini…

Il vangelo secondo Pilato

L’ultimo giorno della Pasqua Ebrea. Ponzio Pilato viene a conoscenza che Gesù, lo stregone di Nazareth, è scomparso dalla sua tomba. Per evitare che il furto sia strumentalizzato politicamente, Pilato conduce l’inchiesta e tenta di ritrovare il cadavere. Ma Gesù riappare. Vivo!
Rifiutando l’irrazionale, cercando una soluzione logica al mistero, Pilato setaccia Gerusalemme. Interroga Erode, Erodiade, i discepoli, i dottori, il gran sacerdote del Tempio, quindi, distrutto dai fallimenti, parte sulle vie della Galilea. Ma più procede, più il mistero diviene fitto…

Note di regia

“Sul monte degli Ulivi, qualche ora prima del suo arresto, Gesù si domanda come è arrivato a questa notte fatale. E’ davvero lui il Messia? La Galilea pullulava di falsi Messia e Gesù, poche ore prima di essere arrestato, dice a se stesso “ Tra qualche ora si saprà se sono davvero il Figlio di Dio o se ero solo un pazzo. Uno di più. Uno dei tanti. ”
E’ la struggente testimonianza di un uomo che sa di dover morire il giorno dopo e rivive, fin dalla sua infanzia, il suo meraviglioso percorso umano. Una storia arciconosciuta raccontata da un punto di vista inaspettato: è Gesù stesso che – uomo – si interroga e dubita della sua natura divina, che ha paura.
Non si vuole imporre una verità ma scoprire un’ipotesi sull’esistenza terreste di Cristo, la sua eccezionale umanità e la sua palpabile grazia.
La seconda parte dello spettacolo è l’indagine che Pilato compie sulla scomparsa del corpo di Gesù. L’ultimo giorno della Pasqua ebraica, Pilato viene a conoscenza che Gesù, lo stregone di Nazareth, è scomparso dalla sua tomba.
Ormai quasi tutta la Palestina crede che Gesù di Nazareth sia il Messia, il Salvatore che avrebbe liberato il popolo di Israele dalla dominazione romana. Per evitare che il furto sia strumentalizzato politicamente contro Roma, Pilato cerca di ritrovare il cadavere. Ma Gesù riappare, vivo!
Con un’accanita razionale volontà di mettere a tacere le voci di una pretesa resurrezione, Pilato comincia un’indagine che ha il ritmo e il sapore di una vicenda poliziesca, con colpi di scena drammatici venati spesso di una feroce ironia. Gesù è veramente morto sulla croce o era ancora vivo quando l’hanno deposto? E se era morto, è veramente resuscitato dimostrando così di essere il Messia?
Un’inchiesta che si dipana nei meandri di Gerusalemme e, nello stesso tempo, nel labirinto della coscienza di Pilato.
Pilato interroga, indaga con lucida razionalità ma non riuscirà a risolvere i suoi dubbi. La resurrezione di Gesù non è più un enigma che si può risolvere ma un mistero. E niente è più angosciante di un mistero. Un mistero non si lascia comprendere: lo si accetta o no. E Pilato non lo accetta.
Pilato tenta di difendere la sua ragione, salvarla con tutte le sue forze dal mistero ma non ci riesce e ammette che nel “caso Gesù” esiste qualcosa di incomprensibile. Ma dall’indagine nasce un Pilato nuovo che scopre con emozione che il sacrificio di Gesù di Nazareth ha insegnato agli uomini un nuovo modo di amarsi e di sentirsi fratelli.
Pilato finalmente comprende che quello che è importante non è essere romano o ebreo o egiziano, ricco o povero, potente o schiavo ma è quello che gli uomini possono avere di bello, di giusto, di comune, dentro di loro. Quello che potrebbero costruire insieme per rendere il mondo migliore.
Il “Vangelo secondo Pilato” è una meditazione, un interrogativo, una commossa poesia sull’uomo Gesù. E mai come in questo spettacolo l’impegno di noi attori non è tanto rendere più o meno felicemente l’interpretazione di un personaggio, ma far fiorire poeticamente una storia che per chi crede come per chi non crede, ha comunque sconvolto e illuminato la storia dell’umanità.
Glauco Mauri

IL VANGELO SECONDO PILATO di Eric-Emmanuel Schmitt
dal 25 novembre al 14 dicembre 2008
TEATRO VALLE
Via del Teatro Valle, 21 – Roma
Info: n. verde 8000 11616
Biglietteria : 06 6880 3794
www.teatrovalle.it www.enteteatrale.it

orario spettacoli: martedì, giovedì, venerdì e sabato ore 20,45 – mercoledì e domenica ore 16,45
mercoledì 26 nov. ore 20,45 – martedì 2 dic. ore 19
costo dei biglietti: euro 30,00 – 25,50 – 16,00