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"Il cimitero di Praga" di Umberto EcoL’antisemitismo contemporaneo secondo il professore emeritodi Giorgio Guernier Simone Simonini ha passato la sua giovinezza in Piemonte sotto l’ala protettrice del nonno, un convinto e fervente cattolico, anti-massone, anti-repubblicano e antisemita, e ora si ritrova a lavorare per un vecchio notaio, furbo ed arrivista.
Da lui impara a falsificare documenti, firme e quant’altro, per potersi impossessare delle proprietà e del denaro dei clienti. Il passo dai documenti notarili a quelli che possono interessare ai servizi segreti è breve: presto Simone verrà arruolato dai piemontesi come infiltrato nella spedizione dei mille, poi risulterà utile per l’arresto di alcuni giovani carbonari rivoluzionari e, qualche anno dopo, emigrato in Francia, si ritroverà a stilare, per ordine dei servizi segreti francesi (e poi russi e tedeschi – l’antisemitismo risulterà comodo a tutti) un documento (inventato di sana pianta) su un gruppo di rabbini europei, riunitosi nel cimitero di Praga, smanioso di conquistare il mondo. Certi libri sono belli, altri servono solo ad intrattenere ed altri ancora, invece, sono noiosi; pochi sono veramente importanti. E Il cimitero di Praga è uno di questi, perché nel suo piccolo – mica tanto, poi, visto che si tratta di un bestseller internazionale – riscrive una parte della storia europea dell’ottocento, analizzandola da prospettive insolite e rivestendola di un abito nuovo, un abito, per i più inedito, che arriva a minare le basi dell’antisemitismo contemporaneo, delegittimando, qualora ce ne sia ancora il bisogno, la follia nazista. Oltre alla vicenda dei cosiddetti Protocolli, Eco, tramite le azioni del suo protagonista (l’unico inventato, ci tiene a precisare il professore) ci offre uno spiraglio decisamente interessante anche sulla spedizione dei mille e, in particolare, sulla morte dello scomodissimo (per i servizi segreti piemontesi) Ippolito Nievo, contabile della spedizione. Il cimitero di Praga non sarà forse il più bel libro di Eco, ma è probabilmente il più ambizioso. Umberto Eco, Il cimitero di Praga, Bompiani, 2010, pp. 512.
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