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"Il fantasma dell’Opera" di Joel SchumacherL’amore sulle ali della musicadi Giacomo Sebastiano Pistolato Dal musical più visto di sempre, arriva sul grande schermo il classico triangolo tra il principe, la bella e la bestia
Una mano invisibile manovra, dietro le quinte, le sorti del Teatro dell’Opera di Parigi, nel 1870. Una giovane donna, con una voce cristallina e dolcissima, ispirata e plasmata da un Angelo della Musica (o da un’entità ben più concreta), aspetta solo di essere scoperta dal grande pubblico. Un giovane e baldo mecenate, ammaliato ed incantato dalla bellezza del canto soave di questa Musa, cerca la via per conquistare il suo cuore. Inevitabilmente, le passioni amorose e musicali dei protagonisti s’intrecceranno, in un crescendo di pathos, per culminare nella resa dei conti finale. Quello scritto da Andrew Lloyd Webber è uno dei musical che ha avuto più successo nel mondo ed è stato visto da milioni di spettatori. Quindi, commercialmente, quali migliori ragioni per trasporlo pedissequamente sul grande schermo. E allora, parallelamente al record di spettatori in teatro, ecco che "Il fantasma dell’Opera" conquista anche il primato di film indipendente più costoso della storia. Un budget vicino ai cento milioni di dollari assicura una messa in scena fastosa, anche se a volte fin troppo barocca, in grado di ricreare visivamente le ricche atmosfere del Teatro parigino e dei suoi frequentatori. Joel Schumacher, abituato a gestire grossi investimenti (vista la frequente collaborazione con gli Studios hollywoodiani, alternata a progetti indipendenti), non risparmia su ricostruzioni scenografiche ed effetti speciali, cercando di coinvolgere lo spettatore in colorati turbinii coreografici ed ammiccanti sfide canore a lume di candela. Certo, la trasposizione sul grande schermo di un musical scritto per il teatro, com’è ovvio, presenta sempre alcuni rischi di natura formale (di resa dell’inquadratura e della composizione della scena), ai quali il regista di "In linea con l’assassino" cerca di ovviare attraverso sapienti quanto, a volte, gigioneschi movimenti della macchina da presa. Ma il vero, annoso, problema dei musicals in lingua inglese, resta sempre lo stesso: riuscirà il doppiaggio in altre lingue a rendere le stesse emozioni e sensazioni della versione originale? In questo caso, è stato lo stesso Webber ad optare per la distribuzione tradotta nei vari idiomi nazionali (scegliendone gli interpreti e, attraverso suoi assistenti, seguendone la lavorazione in sala di doppiaggio). E se, nel caso italiano, le voci dei doppiatori sembrano all’altezza (musicalmente parlando), è proprio la loro interpretazione a conferire un tono posticcio alla recitazione degli attori, sottraendo alla scena un po’ di quel coinvolgimento che ci si aspetterebbe da una storia d’amore. Titolo originale: The Phantom of the Opera Nazione: U.S.A., Regno Unito Anno: 2004 Genere: Musical Durata: 143’ Regia: Joel Schumacher Sito ufficiale: phantomthemovie.warnerbros.com Sito italiano: www.ilfantasmadellopera.it Cast: Gerard Butler, Emmy Rossum, Miranda Richardson Produzione: Andrew Lloyd Webber Distribuzione: 01 Distribution Data di uscita: 17 Dicembre 2004
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