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"Il giorno in più" di Fabio VoloUna favola metropolitanadi Eleonora Speranza Nalesso In linea con Italo-Americano, il suo programma in onda su MTV durante quest’estate 2008, Fabio Volo ambienta il suo nuovo romanzo tra boulevards, streets e appartamenti di Manhattan. L’America, Mondo Nuovo dove tutto può accadere. Che sia davvero tutto così facile? Che davvero tutto si risolva così facilmente?
Una dolce illusione per gli inguaribili romantici e una dolce-nauseante storia d’amore per chi è più disincantato.
Giacomo e Michela entrano in contatto solo con un gioco di sguardi mentre, al mattino, prendono il tram per andare al lavoro. Nessuno dei due ha il coraggio di rompere il ghiaccio e di presentarsi, quindi entrambi si lasciano andare al dondolio dell’immaginazione che culla e nutre le loro giornate. Alla fine, sarà Michela a prendere il toro per le corna e a invitare Giacomo a bere un caffè, occasione in cui lo informa della sua imminente partenza per New York. Qui lei si trasferisce per lavoro, dovendosi così ricreare una vita oltre oceano. Qui Giacomo, in preda ad un raptus di follia col quale tenta di esorcizzare l’imminente e inevitabile maturità, si trasferisce per un po’ di giorni con l’intento di rintracciarla. Attraverso un improbabile giro di contatti, il protagonista riesce nel suo intento e con Michela comincia una relazione sentimentale, che si nasconde dietro le spoglie di un gioco destinato ad una scadenza. L’idea parrebbe pure interessante, se non fosse un palese tentativo di scansare le responsabilità che un rapporto di coppia comporta. L’idea del gioco a “fare gli sposini”, mescolato a descrizioni minuziose di sesso selvaggio, a lungo andare diventa stucchevole. Il personaggio di Michela, poi, bellissima, intelligentissima, che sa sempre cosa fare, che non si lamenta mai ed ha idee sempre brillanti, non chiede mai niente, super-anticonformista ma bomba di femminilità è proprio l’emblema della donna che quasi tutti gli uomini vorrebbero, soprattutto perché ha una risposta ad ogni dubbio e lascia la massima libertà. Insomma, tanti direbbero “troppo bella per essere vera!”, e chi scrive aggiunge “per fortuna che non lo è!”. Dopo la maturità e la profondità de Un posto nel mondo, l’ultimo lavoro di Fabio Volo si può definire un grosso passo indietro. Molti temi sono ripresi dal precedente lavoro: la mancanza di un genitore, la noia della vita in Italia, la decisione di una rottura, la sconosciuta-donna fatale, l’arrivo finale di un figlio come sigillo di una vita comune. Addirittura la struttura narrativa che parte da un flashback iniziale mentre attende l’arrivo del figlio è più o meno la stessa. Lo stile narrativo è sempre molto scorrevole e il registro lessicale giovanilistico e simpatico, che rende la lettura poco impegnativa, ideale per non scervellarsi sotto l’ombrellone. Fabio Volo, Il giorno in più, Mondadori, pp. 287, € 15,50.
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