“Il labirinto del fauno” di Gulliermo del Toro

Tra realtà e fiaba

Attenzione spoiler.

Spagna 1944. Suoni e sospiri intensi, ormai la guerra civile contro il fascismo di Franco è finita, ma sulle montagne si combatte ancora. Lo evidenzia, con forza, lo sguardo spaventato ed insanguinato di una bambina, Ofelia, a terra, ormai morta, con cui si apre il film: l’atrocità della guerra e la cattiveria umana non hanno limiti.

Il regista ci narra il doppio viaggio di Ofelia: da una parte la realtà cruda e feroce della guerra, impersonata dalla violenza disumana del capitano franchista, suo patrigno; dall’altra il mondo incantato delle fiabe che, parallelamente, Ofelia percorre, con la sua immaginazione, per sopravvivere. I due mondi si incontreranno, ma uno solo si imporrà sull’altro.
Il viaggio di Ofelia con la madre, alle prese con una gravidanza difficile, termina con l’arrivo al campo del capitano, un uomo duro e crudele, che non dà prova di amorevolezza nei confronti della moglie e della figliastra. Qui Ofelia nasconde le sue paure e le sue ansie, sognando ed immaginando di diventare una principessa; per questo dovrà superare diverse prove imposte dal fauno.

Il regista non ci risparmia, le sequenze sono raccapriccianti e terrificanti a vedersi; altrettanto le prove che la piccola Ofelia dovrà superare: la lotta contro un rospo, all’interno di un tronco con fango e scarafaggi, un mostro che mangia disgustosamente ciò che incontra. Di fronte alla violenza umana anche i sogni e le fiabe si impregnano di brutalità e bestialità; tutto diventa lugubre e terrificante. Così è la violenza che il capitano infligge a uno dei ragazzi catturati: brutale e bestiale.

Alla morte della madre, dopo il parto, unico punto di riferimento per Ofelia sarà Mercedes, la governante, collaborazionista con i partigiani diroccati sulla montagna. Scoperta, tenterà invano di scappare, ma la sua determinazione prevarrà, liberandosi dalla prigionia e colpendo più volte il capitano con il coltello. Inseguita, verrà tratta in salvo dai ragazzi sulla montagna, che in un agguato bloccheranno i soldati, uccidendone alcuni. Anche Ofelia ha un compito per superare la sua ultima prova: scappare dalle grinfie del capitano portando con sé il fratellino e consegnarlo al fauno all’interno del labirinto all’inizio del campo. La notte dell’attacco al campo, Ofelia si prepara a scappare, ma viene inseguita dal capitano. All’arrivo, Ofelia non consegnerà il fratellino al fauno per essere sacrificato, e il capitano trovatala, la ucciderà, strappandole il fratello dalle mani.

Ormai Ofelia è una principessa, ha superato le sue prove, anche l’ultima, quella di opporsi al sacrificio di un innocente, sacrificando se stessa per la libertà altrui; come i tanti uomini e donne che sulle montagne e sulle strade hanno lottato per la libertà contro i soprusi e le torture.
Di fronte a quello a cui assistiamo oggi in molti paesi del mondo, Iraq in primis, il passato diventa un urlo immane; purtroppo il passato è sempre presente. Perfino le favole si contaminano e la guerra ha la capacità di togliere i sogni ai bambini, le loro “mille e una notte“.
Anche Gulliermo del Toro, come Loach si confronta con la guerra e il potere assurdo dell’imperialismo umano, e il passato diventa metafora di un presente sempre più tortuoso.

Titolo originale: El laberinto del fauno
Nazione: Messico, Spagna, U.S.A.
Anno: 2006
Genere: Horror, Drammatico
Regia: Guillermo del Toro
Sito ufficiale: www.panslabyrinth.com
Sito ufficiale: www.videa-cde.it/illabirintodelfauno
Cast: Ivana Baquero, Doug Jones, Sergi López, Ariadna Gil, Maribel Verdú
Produzione: Warner Bros., Tequila Gang, Esperanto Filmoj, Estudios Piccaso, OMM, Sententia Entertainment, Telecinco
Distribuzione: Videa-CDE, Warner Bros. Pictures Italia
Data di uscita: Cannes 2006 (cinema) 24 Novembre 2006