“Il paese del sorriso” di Ludwig Herzer e Fritz Löhner (da Victor Léon)

Percorsa da momenti drammatici e segnata da un finale malino, l’operetta di Lehar esce quasi rinnovata dalla lettura che ne propongono regista e scenografo, Damiano Michieletto e Paolo Fantin. Da elogiare soprano e tenore, Silvia Dalla Benetta e Park Sung Kiu.

La regia de Il paese del sorriso, di Herzer e Lohner, su musica di Franz Lehar, unica operetta non italiana del cartellone del 39° Festival Internazionale dell’operetta di Trieste, è firmata da Damiano Michieletto, giovane talento, vincitore, fra l’altro, del prestigioso premio Abbiati 2008 per La gazza ladra andata in scena al Rossini Opera Festival nell’agosto 2007. Sotto il profilo più propriamente narrativo Il paese del sorriso è raro esempio nella piccola lirica di storia di un amore destinato a compiersi ma a non durare: e la romanza Tu che m’hai preso il cuor, un’aria destinata al protagonista maschile (il principe Sou–Chong) che, come in altre operette di Lehar e Kalman, fa una vera e propria dichiarazione d’amore in musica, non ha solo raggiunto, in nemmeno ottant’anni, una vastissima notorietà ma è diventata anche il simbolo di una vicenda che, diversamente da quanto accade quasi sempre nell’operetta, non ha un lieto fine e riserva ampio spazio ai contrasti d’amore originati dalle diverse culture di provenienza della coppia Sou Chong – Lisa.

A cavallo fra prosa e lirica, la lettura di Michjeletto, mirata a muovere l’intreccio, specie nelle parti recitate, ha avuto un fondamentale sostegno nella scenografia di Paolo Fantin. Una collina è l’elemento attorno a cui ruota tutta la trama: nella prima parte sulle sue pendici si gioca a golf, nella seconda parte diviene l’interno di un appartamento le cui vetrate, smerigliate, permettono al pubblico solo di percepire le sagome dei personaggi che vi si muovono. E la presenza di questa sorta di cupola in scena favorisce anche lo sviluppo dell’allestimento in verticale, utilizzando a più riprese soprano e tenore (Silvia Dalla Benetta e Park Sung Kiu) la cima della collina per intonare le parti cantate, compresa la celebre romanza.

E’ un’impostazione, nell’insieme, di forte impatto visivo. Il contorno è molto accurato e nutrito: coro, corpo di ballo , coppia di etoile oltre a un discreto numero di attori impegnati in una serie di efficaci caratterizzazioni, contrassegnate da efficaci gag specie nella prima parte , sono un corredo di cui la piccola lirica in Italia può disporre solo a Trieste. Nell’alternanza di momenti giocosi e drammatici sino ad un finale malinconico, dalle assonanze, musicalmente parlando, quasi pucciniane, convince e vince (stando all’ assenso caloroso del pubblico giuliano) la preparata e credibilissima coppia formata da Dalla Benetta e Park Sung-Kiu , che si districa in maniera impeccabile, fra cantato e recitato, nei meandri di un lavoro tutt’altro che facile. Eleganti e raffinati i costumi di Silvia Aymonino. Una colonna (infame sic…) il capo degli eunuchi interpretato da Elio Pandolfi, un grande caratterista che appartiene alla storia del teatro leggero italiano del ‘900. Accanto a lui chiamate e applausi per Manuela Bisceglie, Andrea Binetti, Leonora Sunan, Sara Alzetta. Gualtiero Giorgini, Janko Petrovec e Adriano Giraldi. L’orchestra è stata diretta dalla baccherta viennese di Alfred Eschwe. 

Operetta romantica in tre atti di
Ludwig Herzer e Fritz Löhner
(da Victor Léon)

Musica di
Franz Lehár
(Editore: Glocken Verlag, Vienna
Rappr. per l’Italia: Suvini Zerboni Spa, Milano)
Interpreti principali:
_ Silvia Dalla Benetta (Lisa),
_ Sung Kyu Park (Il Principe Sou-Chong),
_ Manuela Bisceglie (Mi),
_ Andrea Binetti (Conte Gustavo Pottenstein),
_ Leonora Surian (Lore),
_ Sara Alzetta (Sua Eccellenza Hardegg),
_ Gualtiero Giorgini (Chang),
_ Janko Petrovec (Conte Ferdinando Lichtenfels),
_ Adriano Giraldi (Fu-Li)
e con la partecipazione straordinaria di
ELIO PANDOLFI nel ruolo de IL CAPO DEGLI EUNUCHI
Direttore:
ALFRED ESCHWE
Regia:
DAMIANO MICHIELETTO
Scene:
PAOLO FANTIN
Costumi:
SILVIA AYMONINO
Luci:
CLAUDIO SCHMID
Coreografia:
SANDHYA NAGARAJA
Maestro del coro:
ALBERTO MACRI’
Nuovo Allestimento della Fondazione
Teatro Lirico “G. Verdi” di Trieste.
Orchestra, coro, corpo di ballo e tecnici del
Teatro Lirico “G. Verdi” di Trieste.
> Teatro Lirico “G. Verdi”
9, 11, 17, 18, 19 luglio 2008 ore 20.30
13 luglio 2008 ore 17.30