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"Il piccolo Nicolas e i suoi genitori" di Laurent TirardPer i piccoli, e per i grandi che non hanno dimenticatodi Fabrizia Centola Che cosa farò da grande?
Saggio piccolo Nicolas, che solo alla fine del film rispondi al quesito. Solo dopo aver raccontato il tuo piccolo mondo (simile a quello di molti) dove alle inquietudini si mescola il sorriso e dove gli adulti, sempre guardati con amore, possono fallire ed essere ridicoli. Alla fine, piccolo Nicholas, sceglierai un mestiere assai difficile, ma prezioso: far ridere gli altri.
Fine anni Cinquanta, in Francia. Hanno otto anni, vanno a scuola e sono delle piccole pesti. C’è il secchione con gli occhiali, il ciccione e il somaro che si addormenta all’ultimo banco; c’è quello col papà molto ricco e quello che combina sempre guai. Rufus, Alceste, Clotaire, Eudes, Agnan, Goffroy, Joachim, i loro nomi e, naturalmente c’è anche Nicolas, il protagonista, l’io narrante. Sono usciti tutti dalle pagine di due geni dell’umorismo, due che non hanno dimenticato di essere stati bambini. In Francia, un classico della letteratura per ragazzi, apparso in più volumi agli inizi degli anni ’60 e ora raccolti e pubblicati in Italia dall’editore Donzelli. Un Gianburrasca d’oltralpe. Un’età dell’oro, l’infanzia raccontata da Goscinny e Sempé: quando i bambini giocavano per strada e a volte restavano a casa da soli (senza sensi di colpa dei genitori); quando la sera cenavano col pigiamino, andavano a letto senza televisione e ne combinavano di tutti i colori. Quando avevano un mondo tutto loro, impenetrabile, fatto di divertimento, d’inquietudine e d’ingiustizie subite; di ribellione e di senso dell’amicizia. Un mondo in cui, a parte la scuola, spazio e tempo erano tutti da inventare. Lieve e graffiante, il film di Laurent Tirard, propone lo sguardo dei più piccoli con un’autenticità che sorprende. Racconta da altezza bambino gli adulti, sempre così affannati nella ricerca del benessere e della sicurezza, intrappolati dalle consuetudini e spaventati dalle prove. Gli adulti di Nicolas non hanno un forte carisma, sono a tratti ridicoli, ma profondamente amabili e la loro fallibilità è vista con divertita compassione Le categorie di giudizio dei grandi sono labili: cambia la maestra e l’asino ha delle chance per essere riconsiderato; la mamma prepara la cena per il capo di papà e nell’occasione si procura una cameriera per servire a tavola uno (scontato) astice con la maionese, peccato però che, non conoscendo né la cameriera né la moglie del capo, scambi quest’ultima per la prima e, per dimenticare, annaffi di troppo alcol la sua gaffe. I cuccioli di Goscinny, Sempé e Tirard mandano in tilt mastre e genitori, sono piccoli truffatori dalle vivaci intelligenze capaci di cogliere il buffo nel pregiudizio, nello stereotipo e nell’omologazione. Piccoli che non vanno intrattenuti, non vanno organizzati, non vanno occupati con attività bizzarre; piccoli che non sono accaniti consumatori. Un’infanzia che vorremmo ancora così: lontana dall’autismo dei dispositivi tecnologici e con tanto spazio e tanto tempo tutto da inventare, con la libertà di immaginare e di improvvisare. Un’infanzia da poter ricordare, una volta diventati grandi. Titolo originale: Le petit Nicolas Nazione: Francia Anno: 2009 Genere: Commedia Durata: 91’ Regia: Laurent Tirard Sito ufficiale: www.wildbunch-distribution.com/site/petitnicolas Sito italiano: www.virgilio.it/ilpiccolonicolas Cast: Maxime Godart, Valérie Lemercier, Kad Merad, Sandrine Kiberlain, François-Xavier Demaison, Michel Duchaussoy, Daniel Prévost Produzione: Fidélité Productions, Wild Bunch Distribuzione: Bim Distribuzione Data di uscita: Roma 2009 02 Aprile 2010 (cinema)
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