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"In Treatment: Jake & Amy"Prima settimana - Seconda settimanadi Marta Martina Conosciamo Jake & Amy: In Treatment si apre alla terapia di coppia.
Sul divano di Paul questa volta si accomodano in due: Jake e Amy, una giovane coppia piena di risentimento e misteri. Sono lontani i tempi e i problemi che spinsero Will&Grace ad andare in analisi. Lì, la sit-com giocava con il luogo comune della psicanalisi istantanea e creava una puntata con Sharon Stone nei panni di una strizzacervelli superstar, che deve tenere a bada le bugie che i due protagonisti sparano pur di esser citati come casi nel libro della dottoressa virago. La parodia di un ossessione è sempre giocata sull’iperbole e il ruolo di ribalta che da sempre la psicanalisi occupa nella società americana ben si presta ad essere associata a questo tipo di comportamenti stravaganti. In Treatment è invece terribilmente serio. Si soffre, e il dialogo è lo strumento prediletto per infliggere dolore. Meno visibile nelle sedute singole, la durezza e la spigolosità delle parole emerge vigorosa nella cura matrimoniale. Le parole che i due sposi si scambiano sono tragicamente velenose. Non si tratta di epiteti scurrili, ma di un rancore che scoppia in un insopportabile livore. Jake è nervoso. Amy è in ritardo all’appuntamento. Passa le varie fasi dell’ansia, dove il ritardo diventa sospetto e poi preoccupazione. La sua agitazione è tale da distorcere la realtà, la gelosia è così morbosa da diventare egli stesso il veleno che ucciderà il matrimonio. Jake è un musicista con più fallimenti che successi. Ha un fascino ruvido che fece capitolare Amy, donna manager, tanto da farla divorziare dal marito. In Jake alberga un senso di inadeguatezza e il terrore di essere rimpiazzato; che Amy possa fare un giorno a lui quello che fecero insieme all’ex marito di lei. L’amante non vuole diventare il tradito, ovvio. Ma il nocciolo della questione è ben più profondo: si deve per forza amare il figlio che si sta per avere? La decisione morale che spetta a J&A è un nodo etico che anche Paul fa fatica a sciogliere. Per cinque anni si sono sottoposti (lei, soprattutto) a massacranti cure per la fertilità. Ora che è rimasta incinta non vuole più avere un altro figlio. Jake si scatena. "Esaspera le sue paure perchè lei le possa sentire" dice Paul ad Amy. Amy lo liquida definendolo "primitivo". I tre iniziano una lotta verbale. Jake, soprattutto, vuole portare Paul ad esprimere un giudizio secco sulla decisione di Amy di interrompere la gravidanza. Jake lo tormenta, lo ossessiona, lo conduce ad esprimere un suo parere personale (pessima idea). "Dovreste lasciar perdere l’idea di avere un altro figlio" ammette, sfinito, Paul. Ma nella seconda settimana di cura i due hanno cambiato idea. Sono teneri e comprensivi l’uno con l’altro. Peccato che lei si senta male e perda il bambino. I due escono in fretta dallo studio. Paul, chiama sua moglie Kate per pulire il divano (tipica mansione domestica e niente più). La terapia matrimoniale diventa la loro. Hanno un rapporto logoro e stantio. Lei ammette un tradimento rinvigorente, lui esige i particolari ("per non dover poi ritrovarmi ad immaginare" - ammette saggio). Paul è allo sfascio. E’ infatti lui l’ultimo paziente... Leggi lo speciale su In Treatment In Treatment: Jake & Amy Rodrigo Garcia Teleplay: Rodrigo Garcia Prima Tv Usa: 31/01/2008 Prima Tv Italia: 25/09/2008 - Cult
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