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"In Treatment: Paul & Gina"Prima settimana - Seconda settimanadi Marta Martina Conosciamo realmente Paul Weston: lo psicanalista ha bisogno di qualcuno con cui parlare. Dopo aver risolto i problemi degl altri, è incapace di fronteggiare i suoi. Non rimane che contattare una vecchia collega, Gina.
I ruoli si ribaltano. Lo psicanalista è psicoanalizzato. Ultima torsione di In Treatment, chi cura è incapace di guardarsi dentro, chi dà sollievo è un groviglio di turbamenti. Paul reincontra Gina dopo dieci anni. L’imbarazzo li fa rimanere sull’uscio. "Quello è il mio posto" - dice Gina a Paul mentre lui si stava per accomodare sulla poltrona sbagliata. Tra di loro notiamo subito sorrisi stiracchiati e di circostanza. Lo studio di Gina è meno accogliente di quello di Paul. Il suo non è un divano vissuto e stropicciato, ma una poltrona dal disegno moderno. Anche il suo studio è al piano terra di una villetta residenziale, ma l’elemento che qualifica l’iconografia non è l’acqua, ma la terra e il fuoco. Alle pareti maschere africane, tra il paziente e il terapeuta un grande camino e i toni vanno dall’arancio al rosso. Se lo studio di Gina è una riserva, lo studio di Paul è decisamente un acquario. L’acqua è l’elemento figurativo caratterizzante; partendo dai quadri con le barche a vela, dai velieri in miniatura, dalle sculture dove i liquidi oscillano per un senso di rilassatezza sino alla pioggia battente che si rovescia sui pazienti. La macchina da presa è liquida, si muove placida tra di loro; stiamo osservando lo spettacolo di esseri umani in gabbia, un safari o una vasca. Il disegno iconografico ci parla di questo. Durante la loro prima seduta-non seduta (è tipico anche questo tratto; la ritrosia del curato ad ammettere di aver bisogno), mentre Paul snocciola a Gina tutte le crisi dei suoi pazienti, entrambi ribadiscono il problema principale che caratterizza la professione dello psicanalista. "Noi non abbiamo un pubblico. Questo è il nostro problema più grande. Non abbiamo giudici o chi ci controlla". Un chirurgo lascia immediatamente traccia del suo passaggio, trasportandoti dalla morte alla vita, il medico dell’anima non sa come raccogliere i frutti del suo lavoro. Le indicazioni di comportamento che Paul suggerisce, spesso si perdono nel più ampio quadro della terapia. Paul è sconvolto da come ha gestito la crisi tra Jake & Amy (Jake, dopo aver estorto a Paul un’opinione sull’aborto, lo ha bollato come "assassino"). "Sento il bisogno di parlare con qualcuno. C’è qualcosa che mi disturba. Come se stessi perdendo la pazienza coi pazienti. Non riesco a trattenermi". E mentre ripercorre la sua vita professionale, Paul confessa il suo disagio e si concentra su Laura. "Se dovessero analizzare tutti gli psicoterapeuti con i matrimoni a pezzi, sai quanti casi di transfert erotico troverebbero? Tutti i transfert erotici che lo psicoterapeuta non riesce a gestire sono il sintomo di un matrimonio a pezzi". Inizia a parlare del suo matrimonio dicendo banalità e omettendo il fatto che la moglie abbia un amante. Paul ha sviluppato un tale distacco verso le azioni della vita che ha perso la capacità di avere un punto di vista (è questo ciò per cui viene aggredito da Kate). E’ diventato clinico. Il suo occhio non ha più emozioni. Gina lo stana all’istante, intuendo in quel suo continuo riferirsi a Laura il primo nervo sensibile. E come in ogni episodio, s’inaugura la battaglia verbale. Il tono diventa ostile e finalmente si parla senza filtri. Da quelle poche parole non ponderate nascono le prime soluzioni. Negli scatti impetuosi s’intravede una via d’uscita. Che Paul stia cercando in Gina (come tutti i suoi pazienti cercando in lui) una legittimazione? Ovvio e lei lo smaschera subito. E Gina? E’ confusa circa il suo ruolo. Paul si presenta dicendo che ha bisogno di rivedere una cara amica, ma lei lo fa subito accomodare sulla poltrona degli interrogatori. Dicendo "questo è il mio posto", ha già definito, nella prossemica, la loro conversazione. Durante la seconda settimana di terapia, quando i ruoli si sono definiti e assestati, Paul parla a Gina del tradimento di Kate. Gina lo sprona. Paul sta sviluppando un’atarassia letale e ogni volta che si scava nel suo vissuto (professionale, privato, clinico) si incontrano donne che lo mettono alla prova pur di reagire (la moglie gli racconta i particolari erotici che vive con l’amante, Laura ammette di sposare il suo fidanzato solo perchè da lui respinta e Gina gli rimprovera un’assenza nella loro amicizia lunga ben dieci anni). Le donne della sua vita gli chiedono di reagire: istintivamente, pre-cognitivamente. Le donne che lo circondano vorrebbero un uomo che non razionalizza e sviscera ogni azione. Con questo ribaltamento, In Treatment, ha fornito il suo caso più interessante.
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