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Incontro con Michael CunninghamLo scrittore ospite a Veneziadi Romina Greggio Il 28 ottobre Michael Cunningham è stato ospite a Palazzo Grassi a Venezia, alla Fondazione Pinault, in una conferenza per incontrare il pubblico e presentare il suo ultimo libro Al limite della notte (Nightfall) in italia edito da Bompiani.
Michael Caunningham nato e cresciuto in California vive e lavora a New York, ha scritto molti libri di successo tra cui The Hours tradotto in ventotto lingue con il quale ha vinto il Premio Pulitzer per la narrativa e il Pen-Faulker, e da cui è stato tratto il film interpretato da Meryl Streep, Julianne Moore e Nicole Kidman. Cunningham ha introdotto la conferenza parlando di ricordi adolescenziali molto intimi e importanti, ricordando le lunghe serate a discorrere con il caro amico Peter, ora scomparso, a cui ha dedicato il nome del protagonisti di Al limite della notte. Peter, uomo di mezza età, gallerista di successo e molto ricco, si ritrova a fare un incontro inaspettato con una persona apparentemente insignificante che invece, a poco a poco, entra nella sua vita e nella sua mente provocando una forte riflessione umana ed esistenziale. Il protagonista del libro si ritrova a mettere in discussione tutto quello che aveva fatto fino a quel momento, mettendo in crisi la sua situazione di stabilità e successo. Peter non crede più alle opere d’arte che vende, non crede che il valore economico ne rappresenti realmente la bellezza. Inizia così la ricerca di un vero artista capace di creare il “bello puro”, l’opera che tocca i sensi. Fa un bilancio della sua vita, ha il coraggio di affrontare uno smarrimento che si porta dento Michael Cunningham, naturalmente, non racconta troppo nello specifico il libro, ma si sofferma sulla cosa più importante, di come Peter sia diventato un uomo alla ricerca di grandi valori, che denaro e successo non gli hanno permesso di incontrare. Lo scrittore ha raccontato la sua esperienza artistica come fruitore di opere in prima persona, durante i tre anni in cui ha scritto il romanzo, vivendo giornate intere con galleristi e mercanti d’arte, i quali hanno illustrato con molta disponibilità il loro lavoro. Cunningham ha affermato che le emozioni più belle che prova uno scrittore sono quelle che derivano dal fatto di poter vivere altre vite, quelle dei protagonisti del libro che si sta scrivendo. Ci si immedesima in loro, ci si veste, si pensa come loro, e alla fine si finisce per vivere le loro stesse emozioni. Prima di salutare Palazzo Grassi e Venezia Michael Cunningham afferma che la maggior parte dell’arte è fondata sull’idea, l’arte non è più il manufatto, in quest’epoca più delle precedenti, la bellezza pura dell’opera è molto più rara che in passato, anche se a volte molte opere d’arti provocano in noi forti emozioni. Foto a cura di Romina Greggio Copyright © NonSoloCinema.com - Romina Greggio
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