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Incontro con i protagonisti di "La donna della mia vita"Le foto di Luca Argentero, Alessandro Gassman, Valentina Lodovini e Luca Lucinidi Diego Baratto - Romina Greggio Padova - La donna della mia vita si annuncia come una commedia sentimentale sofisticata sul gioco dei ruoli che, come specifica Gassman, esploderanno perché nessun personaggio riuscirà a rispettarli.
Testo: Diego Baratto - Foto: Romina Greggio
Immediata menzione speciale da parte di Lucini, per Cristina Comencini, autrice del soggetto; e in effetti il ritmo serrato della scrittura è uno dei punti di forza della pellicola, che scivola via fino alla fine senza accorgersene. I modelli di riferimento, spiega il regista, sono appunto le commedie americane degli anni ’50 e ’60, per questo ha ricercato un tono elegante, curato, infuso di levità, evitando tutte le trappole della battuta facile o della neovolgarità, tanto in voga di questi tempi. Dal canto loro, gli attori aggiungono che il motivo dell’adesione al progetto è stato principalmente per la qualità nel disegno dei personaggi, dinamici e pieni di sfumature sottili. Cosa che presumibilmente ha favorito anche la partecipazione di Stefania Sandrelli, per la quale Lucini spende parole di lode riferendosi alla sua capacità di calarsi nel personaggio e all’istinto da attrice purosangue qual è, nel mettere in scena la “vita”. Il suo ruolo, infatti, è quello di una madre piuttosto eccentrica che, nonostante le sue scelte bizzarre, non manca però di buone intenzioni di fondo; un’immagine che secondo il regista si ricollega direttamente a quelle delle madri classiche del cinema italiano e per questo di basilare importanza per l’intero sviluppo della trama. Viene pure raccontato un aneddoto esilarante sulla Sandrelli secondo cui l’ex-musa di Pietro Germi avrebbe chiesto ai collaboratori, poco prima di un ciak, una “pernacchia”, per meglio disporsi al timbro comico; giusto per dare l’idea del clima sereno e gioviale entro cui si è svolta la lavorazione del film. Non ci si dimentica, inoltre di omaggiare anche il resto dei prestigiosi decani, ovvero Giorgio Colangeli e Lella Costa. “Il mondo dello spettacolo non sta chiedendo l’elemosina, bisogna capire che produciamo profitti altissimi anche per lo Stato, grazie agli incentivi”- dichiara Argentero a proposito dei recenti tagli ai finanziamenti che il governo ha preannunciato. Rincalza Gassman che, numeri alla mano, prospetta un futuro nero, per tutti i tecnici e le maestranze che operano nel cinema: “Noi attori non ci lamentiamo, ma i 250.00 lavoratori del comparto spettacolo e cultura, che guadagnano stipendi medi saranno fortemente danneggiati da questi tagli”. Una beffa se si considera l’attuale ripresa del cinema italiano nella quota di mercato, che dal 24% del 2009, quest’anno è arrivata al 33%. Nonostante l’amarezza del cast e del regista (dovuta anche a delle dichiarazioni infelici di alcuni politici) c’è la promessa al pubblico di onorare il mestiere anche in condizioni sfavorevoli, mantenendo sempre gli stessi elevati standard artistici. A dimostrare un impegno civile, oltre che professionale, Gassman (direttore del Teatro Stabile del Veneto) devolverà gli incassi di venerdì 26 novembre, del Teatro Comunale Verdi di Padova, in favore degli alluvionati del Veneto. Foto a cura di Romina Greggio Copyright © NonSoloCinema.com - Romina Greggio
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