VEDI ANCHE |
|||||||||||||||||||||||||
Intervista a Bruno Bozzetto, orgoglio italiano dell’animazioneDal "Signor Rossi" a "Pinocchio", Bozzetto continua a emozionaredi Ilaria Falcone In occasione del 70° anniversario del Pinocchio di Walt Disney, Bruno Bozzetto, cartoonist italiano di fama internazionale, creatore, tra le altre sue opere, del Signor Rossi e del lungometraggio West and Soda, ha realizzato una significativa illustrazione, un anello di congiunzione, tra il Pinocchio di Collodi e quello di Disney.
“Da piccolo, io non avevo letto Pinocchio, avevo nove anni quando è uscito. L’avevo conosciuto tramite Disney, e ho così scoperto che i due Pinocchi erano molto diversi. Nel mio disegno mi è piaciuto farli incontrare perché erano così diversi che, incontrandosi e conoscendosi, avrebbero fatto delle grandi scoperte.” Cosa rappresenta Pinocchio di Walt Disney per lei? Per un certo tempo, per me, Pinocchio è stato solo quello di Disney. Io ho sempre collegato Pinocchio alla bugia, controllavo che non mi crescesse il naso quando le raccontavo. Pinocchio di Disney è un capolavoro, con personaggi come il Grillo Parlante, lo stesso Pinocchio, Geppetto, la Fata Turchina, tutti caratterizzati con un’animazione personale. All’epoca, dare a ogni personaggio un proprio movimento, pienamente riuscito, dal punto di vista della realizzazione era oltre un capolavoro! Non per niente Disney era fiero del suo Pinocchio. Mi ricordo quando vidi la scena dell’acqua, quella con la balena, rimasi sconvolto, perché disegnarla a mano all’epoca era qualcosa di incredibile. E poi, sempre in quel periodo la Disney fece uscire un capolavoro dopo l’altro, prima Biancaneve, poi Dumbo, Fantasia… Un lavoro che ora come ora sarebbe impensabile. Quello che mi ha sempre incuriosito è stata la motivazione del perché Pinocchio fosse un “tirolese”, Geppetto un orologiaio… così quando ho conosciuto due degli animatori del Pinocchio di Disney, glielo ho chiesto. Mi hanno raccontato che uno degli sceneggiatori arrivava dall’Austria e gli avevano chiesto di disegnare quello che lui si ricordava della sua infanzia, aggiungendone una versione poetica, fatata. Cosa pensa delle nuove versioni dei classici in Blu-ray? Credo che i capolavori del passato debbano essere doverosamente conservati e riproposti nella migliore forma qualitativa che la tecnologia del momento può offrire. Ogni film che si rispetti dovrebbe essere sempre visto nella miglior maniera possibile, per essere goduto ed apprezzato. Il Blu-ray permette di vedere il film come probabilmente l’avevano immaginato e visto gli autori. E’ un omaggio anche agli autori oltre che un regalo al pubblico. Cosa l’ha ispirata a diventare un cartoonist? Io inizialmente mi sono avvicinato al cinema. Un giorno mio padre tornò a casa con una cinepresa 8mm, convinto di fare film… come entrò in casa l’ho presa io. Da quel momento ho cominciato a fare film su tutto, dai documentari ai compagni di scuola. Creavo storie. Facevo lavorare tutti. Il problema è che era difficile e a metà si stancavano tutti, anche perché per la storiella che scrivevo, si doveva lavorare anche due, tre giorni e dopo il secondo giorno mi “abbandonavano”… E allora ho scoperto che con il disegno riuscivo meglio e ho iniziato a fare delle prove. Ero iscritto al Cineclub di Milano e i miei lavori sono piaciuti. Mi sono trovato anche un po’ unico nell’ambiente perché non c’era nessuno che facesse animazione e questo mi ha stimolato. Quali sono le caratteristiche che un personaggio animato, o un film di animazione, deve avere per essere sempre attuale? Beh… innanzitutto la storia. Deve avere una storia che sia duratura nel tempo. Dev’essere un tema universale. Non deve mai prendere qualche concetto legato alla moda o al personaggio del momento. Il discorso dev’essere preso da lontano, come Pinocchio e le bugie. Le bugie sono un discorso che ci sarà sempre, vivrà sempre. Il problema di dire la verità è universale, duraturo. Se faccio un film sulla storia di un uomo che è sempre in ambienti chiusi, anziché in mezzo alla natura, è una storia che dura, se faccio un film sull’ecologia è un tema che potrebbe essere duraturo, perché fra qualche anno potrebbe essere meno sentito o essere scomparso. È la storia che conta. C’è una favola che avrebbe voluto animare? Le favole mi piace guardarle da spettatore. A me è sempre piaciuta la vita, guardare la gente, leggere libri, studiare la natura. Le favole mi piacciono, soprattutto Pinocchio, che è uno dei miei preferiti, come la Bella Addormentata. E anche Tarzan, altro film che adoro. Ma personalmente non avrei mai pensato di realizzare una favola. Anzi, ho cominciato a fare film d’animazione, sulla vita normale, quando ho scoperto che potevo farli non solo sulle favole. Perché vedendo Disney, vedevo solo favole. Quindi mi ero abituato a questa situazione, e mi dicevo che non ero in grado di farlo! Un pregio e un difetto dell’animazione in 3D… Un pregio è che può rendere credibile qualsiasi cosa in maniera perfettamente fluida e tutto si può fare. Un difetto… è che talvolta i personaggi sono troppo rigidi, cosa che si nota in alcuni film e talvolta può dare un po’ fastidio. Come si spiega il successo del Signor Rossi, soprattutto nell’entusiasmo dei figli della generazione che lo vide in televisione? Non lo so. Non riesco a spiegarmelo… anche perché in Italia è “scomparso”. La Rai, che li aveva coprodotti li ha lì, ma non li trasmette. Potrebbe faro, ma non li usa, ed è un danno. In Germania, invece, per tutti questi anni, hanno trasmesso le avventure del Signor Rossi, e lì lo conoscono bene. Mi hanno scritto tre giorni fa perché vogliono fare un lungometraggio con lui come protagonista… Bellissimo!!! Ma.. io sono molto preoccupato…
|
|||||||||||||||||||||||||
Applicazione SPIP | Web design HCE s.r.l. |
Registrazione al Tribunale di Venezia n.1491 del 24-09-2004 | Disclaimer | 2012 Creative Commons |






